Laudato si

Il Santo Padre con la sua coraggiosa enciclica "Laudato si" non è solo nell'indifferenza della politica e del mondo, al suo fianco è schierato TsA. D'altra parte neanche TsA è solo se al suo fianco sente il sostegno del Papa.

Alcune precisazioni però Vorrei farle partendo dal tema della mobilità.

L'enciclica esorta ad utilizzare il trasporto pubblico (153) evidenziandone nel contempo i limiti e la scarsa attrattivitò per l'inefficienza e l'insicurezza che molto spesso lo caratterizzano. In altri passi (179) elogia l'impegno, l'energia positiva delle piccole comunità che ottengono grandi e positivi risultati ecologici adottando strategie di maggiore efficienza energetica con minori sprechi. Oppure positivi risultati attraverso la cooperazione anche nell'occupazione, creando nuove attività ecocompatibili. Osservo però che nell'ambito della mobilità sostenibile, in particolare nelle infrastrutture ferroviarie come per esempio la Roma-Pescara o la metro C, la loro progettazione e realizzazione non può essere risolta dalla piccola comunità, occorre il concorso di enti territoriali più ampi, se non il Governo o il Ministero dei trasporti.

C'è il problema poi della distribuzione della popolaziione nei territori. Non possiamo bere tutti dallo stesso pozzo come non possiamo, riferendoci alla proprietà, possedere tutti la stessa casa con determinato valore posizionale perché magari situata in zona di pregio ambientale, questi sono beni unici e scarsi. Né, nell'ambito del lavoro possiamo lavorare tutti nella stessa fabbrica o esserne i dirigenti. Evidente che in ordine al lavoro come nella proprietà riferita al territorio è inevitabile una selezione.

In un territorio va considerato anche il carico antropico in relazione alla visione di una ecologia integrale.

Queste ed altre considerazioni sono fuori del perimetro della mobilità come l'utilizzo della robotica nel lavoro e le sperimentazioni sugli embrioni: che esulano dai nostri temi. Una nota ci si consenta però di farla sulla robotica, non crediamo che tolga lavoro agli esseri umani, riteniamo che eviti il lavoro ripetitivo e poco qualificante (avvitare bulloni in una catena di montaggio è una gran rottura di p####) per liberare spazio al lavoro più creativo e motivante.

(NOTA: Ci permettiamo certe libertà di espressione perché questo è un sito che non legge nessuno oltre al sottoscritto che ne è anche l'autore. Quando e se le cose muteranno mi regolerò di conseguenza).

Ci sono poi le considerazioni sul creato. Lo stupore e la meraviglia che desta in noi quando apriamo le nostre sensibilità alla sua bellezza. L'amore che proviamo verso molti esseri viventi. In un passo ci ricorda che il Signore non dimentica nessuno, neanche i cinque passeri venduti per due soldi. Difficile però provare amore e simpatia per una vipera, una scolopendra, una zanzara, esseri che pur incontriamo con facilità, come difficile nell'ambito umano provare amore e simpatia per Jack lo squartatore, Hitler o un terrorista, fatte le debite differenze per ognuno. Probabilmente Dio usa criteri diversi dai nostri. Ma c'è da osservare che mentre i primi anche se non simpatici come i passeri od un cane, sono comunque creature utili e necessari all'ecosistema e quindi alla biodiversità altrettanto non credo si possa dire per i secondi. A meno che per la natura risultino utili ad alleggerire il carico antropico di sovrappopolazione. Le differenze fra gli esseri umani ci fanno a volte apprezzarne le differenze nel valore umano, quando è speso per la famiglia umana.

TsA

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