Il trasporto pubblico a Roma

La situazione del trasporto pubblico a Roma si sta rivelando, su ammissione degli stessi amministratori pubblici, drammatica. Siamo a due mesi dal Giubileo Straordinario e l'Atac non riesce a far fronte nemmeno al trasporto ordinario. Osservare la situazione solo dal punto di vista di uno dei tanti comitati pendolari è ormai riduttivo e inutile. I disservizi a 360 gradi con punti di rottura di carico sulla Roma Nord, i crolli del controsoffitto sulla metro A, la scarsa manutenzione di linee, rotabili e parco vetture ci consegnano un quadro desolante ma dalle chiare scelte politiche: non si investe sul trasporto pubblico!

L'Atac ci informa che mancano fondi per la manutenzione ordinaria e occorrerebbero altri 30 mio di Euro.

Non si trovano i soldi, non è che ci faranno pagare la crisi della Wolkswagen? Ecco, questo è proprio il punto politico ed economico insieme che ci conduce alla domanda: almeno nelle nostre città su quale mobilità puntare? Sostenibile e utile ad una maggiore vivibilità ed alla salute di tutti oppure in omaggio all'economia che deve fare PIL ed alla potente lobby dell'industria automobilistica con il suo indotto, vendere auto truccate ed inquinanti per aumentare la motorizzazione privata a scapito delle infrastrutture di trasporto pubblico e della salute pubblica?

E' da crisi come queste che maggiormente dovremmo riflettere sulla necessità di un punto di svolta considerati anche i gravi problemi ambientali. Una diversa mobilità disegna anche una diversa economia.

Ma per rimanere nell'ambito della nostra città i comitati pendolari dovrebbero riunirsi in un unico movimento e porre congiuntamente sul tavolo la questione complessiva del trasporto pubblico ormai insostenibile sia per i residenti che per i delusi turisti, come si apprende dai telegiornali serali.

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