Ponte sullo Stretto

“con un colpo di scena degno di un thriller il governo cambia idea e, per tenersi buono l’alleato dell’Ncd, apre alla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, anche se ad uso ferroviario. Invece di impegnarsi per finire la Salerno-Reggio Calabria e per ammodernare il sistema viario calabrese, preferisce assecondare il ministro dell’Interno, Alfano, e il suo partito, l’Ncd, sponsor di questa opera inutile per lo sviluppo del Mezzogiorno. Siamo alla farsa e alla presa in giro degli italiani. Ma Renzi lo sa?”

Queste le dichiarazioni di Arturo Scotto, capogruppo di Sel alla Camera.

Argomentazioni che sarebbero state molto più convincenti, almeno per lo scrivente, se nelle alternative all'opera avesse citato il rafforzamento delle infrastrutture ferroviarie regionali o per esempio la stessa Roma-Pescara come ferrovia regionale più lenta d'Italia, ma invece ha preferito riferirsi ad opere viarie e autostradali che rappresentano la mobilità modale della gomma e dell'auto con tutti gli interessi poco sostenibili che le ruotano attorno. Il recente scandalo della Volkswagen ha scoperchiato un mondo di collusione tra la politica l'industria automobilistica. Quest'ultima rappresenta per il modello economico dominante, determinato anche dalle scelte dei consumatori e quindi dai cittadini, una delle più grandi risorse capace anche di condizionare la politica. Ciò è dimostrato dal braccio di ferro ingaggiato dalla Merkel per non far applicare anche in Europa i rigorosi standard di controllo americani sulle emissioni inquinanti degli autoveicoli. Dalla stampa si apprende poi che la Vw sembra avesse a libro paga anche dei politici.

Ma tornando al Ponte sullo Stretto proposto solo ad uso ferroviario perché bocciarlo come un opera inutile per il sud preferendogli, come nelle dichiarazioni di Scotto, opere autostradali? Lo si potrebbe vedere invece come un'opera che facilita lo sviluppo di una più efficiente rete ferroviaria che al sud se paragonato al nord risulta estremamente deficitaria. Potrebbe sviluppare una modalità alternativa e più sostenibile per le persone e le merci a quella finora preferita della gomma.

Ma non sarà che questo ponte possa rappresentare nella proposta esclusivamente ferroviaria un altro spartiacque fra due visioni della mobilità che senza necessità di ripetermi avete ben capito quali siano e che Sel, contraddicendo la sua simbologia, almeno nelle dichiarazioni di Scotto, appoggi più o meno apertamente gli interessi delle potenti lobby delle autostrade e dell'auto, o più sinteticamente della gomma?

E lo sviluppo del Mezzogiorno non potrebbe passare attraverso un altro modello di sviluppo economico? Un altro tipo di mobilità? Se tutti noi decidessimo di non possedere alcuna auto, come il sottoscritto, rifiutandone i costi individuali e sociali ma pretendendo un efficiente sistema di trasporto pubblico (che in un bilancio globale di energia e risorse avrebbe costi minori) integrato al più da auto elettriche in ambito locale, mi dice Scotto a che servirebbe la Salerno-Reggio Calabria? Per il transito  dei camion? Crollerebbe il Sud e l'economia? O se ne gioverebbe l'ambiente e la qualità della nostra vita?