Le insostenibili proposte del gruppo Toto

Da Roma, l'A24 e l'A25 portano verso monti dove ormai non nevica più e verso mari inquinati e surriscaldati nei quali si propone di estrarre combustibili fossili anche per alimentare le auto.

L'ottocentesca ferrovia Roma-Pescara riconosciuta come la più lenta d'Italia, con i suoi 60 Km/h di media, resta li, a binario unico, testimone e simbolo di una scellerata e insostenibile visione della mobilità che ancora privilegia la gomma al ferro.

Ricordiamoci che in Italia la mobilità su gomma è ritenuta responsabile del 22% sul totale del contributo antropico ai gas serra.

E' ora di dire basta a certe proposte e alla complicità di una certa politica che le sostiene ma con altrettanta decisione proporre e sostenere visioni diverse per un futuro sostenibile.

Quando si parla di flessibilità e investimenti nelle infrastrutture il punto centrale resta sempre eluso: investimenti sostenibili o insostenibili?

La credibilità in Europa credo la si dovrebbe ottenere anche sotto questi aspetti. I cambiamenti climatici, la mobilità, il turismo, che

in Abruzzo per le sue caratteristiche naturali e culturali offre all'economia un eccezionale supporto strategico, richiedono risposte coerenti all'insegna della sostenibilità. L'esatto contrario di quanto propone il gruppo Toto: una catastrofe ecologica annunciata che somma ai già noti e documentati danni ambientali quelli di un aumento del contributo antropico all'effetto serra dovuto all'incremento di una mobilità veicolare insostenibile che non trova valide e convincenti alternative su ferro. Un fallimento strategico con conseguenze che non riguardano solo l'Abruzzo, basti pensare all'inevitabile aumento del numero di auto che quotidianamente invaderanno Roma, città già altamente motorizzata.

La visione di una mobilità sostenibile non deve limitarsi alle sole aree urbane.

In una regione come l'Abruzzo dalle grandi potenzialità turistiche e che si vanta di essere la più verde d'Europa, con ben tre parchi naturali, il ruolo delle ferrovie regionali è centrale. Penoso il servizio navetta autostradale "FrecciaLink" offerto da Trenitalia tra Pescara e Roma, implicita ammissione di un fallimento ferroviario regionale. La questione centrale è che quando le ferrovie non sono competitive con la mobilità su gomma, sia pubblica che privata, c'è qualcosa di decisamente serio che non va.

Perché la messa in sicurezza tanto invocata per l'Autostrada non viene proposta con la stessa insistenza anche per la ferrovia Roma-Pescara? Eppure il recente incidente ferroviario in Puglia dovrebbe averci insegnato qualcosa. Interventi di raddoppio e varianti di tracciato si facciano, ove possibile, sulla ferrovia Roma-Pescara per velocizzarla, renderla più sicura e consentire efficienti punti di scambio con i bus, come per esempio ad Avezzano per raggiungere il Parco Nazionale d'Abruzzo.

Perché non si guarda alle esperienze del Trentino?

Il nostro resta un bellissimo ma purtroppo fragilissimo Paese come le drammatiche vicende del terremoto hanno dimostrato. Temi quali il rischio sismico, il dissesto idrogeologico, il consumo di suolo vanno urgentemente e necessariamente affrontati con un piano nazionale di messa in sicurezza e prevenzione insieme a sostenibili scelte infrastrutturali. Indispensabile un governo del territorio all'altezza dei problemi, una questione culturale che riguarda tutti, nella quale il nostro Paese è sempre in colpevole ritardo, nella quale governanti e governati sono al pari responsabili e nella quale la corruzione, nostro male endemico, fa la sua parte. Ma se vogliamo guardare con fiducia al nostro futuro, oltre che essere bravi nei soccorsi, occorre che la sostenibilità, la messa in sicurezza e prevenzione diventino i valori guida condivisi dalla politica e dai cittadini.

Finiamola poi con la retorica fuorviante di porre l'uomo al centro di tutto. Con questa visione antropocentrica perdiamo di vista l'importante relazione che abbiamo con la terra. Non è l'uomo al centro di tutto, ma la Terra, fonte della vita. Anche la mafia pone al centro l'uomo, ma spesso come bersaglio!

Al contrario la cura della nostra casa comune mette ognuno di noi di fronte alle proprie responsabilità e ci aiuta a collaborare in un dialogo comune e unificante, in uno spirito di sostegno reciproco senza farci le guerre ma facendo prevalere il bene comune.

Il gruppo Toto, espressione di insostenibili interessi particolari, non va in questa direzione.

No Toto

Si ferrovia Roma-Pescara.

 

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