Un commento sugli ultimi post di Romafaschifo

L'idea del commissariamento e della sospensione delle elezioni amministrative può avere anche una logica se si parte dalle premesse che Roma sia una città ingovernabile in cui il sistema democratico sia ostaggio di organizzazioni mafiose che nulla hanno a che fare con il bene comune, ma la politica è una scienza esatta? Forse conoscendo tutti gli elementi del problema si potrebbero trovare le soluzioni insieme alle opportune scelte politiche ma io come tanti semplici cittadini non sono a conoscenza di tutte le situazioni della PA a livello dei vari quadri intermedi, classe dirigente, municipi, municipalizzate, né tantomeno posseggo una personale esperienza amministrativa, ho solo la percezione, come tutti, dei risultati finali cioè Roma fa schifo.

Meglio il commissariamento o la via normale e democratica espressa dalle elezioni? Ieri sera a DiMartedì la sindaca Raggi ha esposto il suo programma consapevole della disastrosa situazione di partenza, delle difficoltà e degli errori fatti. In sintesi ha detto che la strada da percorrere sarà lunga, fatta di piccoli passi ma nella direzione di ricostruire la macchina amministrativa attualmente a pezzi.

Sarà sufficiente?

Alle obiezioni di lesa democrazia nella proposta del commissariamento c'è comunque da notare che questa ipotesi trova il suo fondamento democratico partendo dalla considerazione che sarà il governo centrale a intervenire e ripianare il deficit di bilancio e quindi saranno tutti i cittadini italiani, non solo i romani, a contribuire al risorgimento della capitale pretendendo giustamente fatti concreti.

Ma al di là del commissariamento o del sindaco democraticamente eletto, al di là del pubblico o del privato chiamato a gestire spazi o servizi pubblici, quello che resta centrale e fondamentale per una amministrazione pubblica anche commissariata con una legge speciale è la visione strategica della città all'interno della quale collocare tutti i progetti urbanistici e infrastrutturali, la mobilità, le attività economiche, commerciali e gestionali dei servizi. Meglio ancora se la visione strategica si fonda sulla sostenibilità perché ne otterremmo la differenza in termini di vivibilità e qualità di vita.

Le città secondo me proprio per far fronte alle sfide urgenti e concrete del millennio sul riscaldamento globale, cambiamenti climatici, flussi migratori a volte a questi conseguenti, dovrebbero essere per l'umanità un laboratorio di civiltà, convivenza e sostenibilità e non so quale sia l'attuale distanza di Roma da questi impegni ed urgenze.

Ritengo la sostenibilità la chiave per una svolta amministrativa di Roma con il contributo irrinunciabile dei suoi cittadini perché come è stato detto e condivido "Roma ha un enorme e urgente bisogno di essere salvata dai romani. "

E qui sembra cogliersi una contraddizione con l'ipotesi di commissariamento che ha nel suo fondo l'idea di sottrarre ai romani la conduzione della propria città, se non che in realtà ai romani viene chiesto il consenso per tale operazione: Un referendum cittadino?

Ognuno di noi possiede le proprie antenne e può contribuire con le proprie osservazioni sperando che trovino spazio nel sito Romafaschifo. Ho inviato una foto della via Tiburtina nei pressi della omonima stazione, tratta da GoogleMaps, secondo me emblematica e simbolica della strategia della mobilità adottata a Roma.

Aggiungo poi che Roma avrebbe bisogno di una rivoluzione strategica e di visione nelle periferie concepite a misura di auto e non di pedone, una città ostaggio dell'auto: autolavaggi sempre più numerosi che allagano le cantine dei residenti, distributori carburanti (nel caso di Tor Bella Monaca) con gpl e metano, rumorosi e inquinanti, a ridosso di edifici residenziali ai quali sottrae valore patrimoniale e vivibilità creando d'estate indesiderate isole di calore al posto del verde preesistente

Aggiungiamo anche i marciapiedi stretti per far posto alle auto rendendo difficoltosa la pedonalità presso i pochi edifici residenziali che offrono locali commerciali per poter fare la spesa.

 

Vogliamo partire dal centro o dalle periferie?

Roma è nelle mani dei romani, solo i romani possono salvarla.

 

 

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