Un modello alternativo di Mobilità aperto a discussioni e modifiche

TsA propone un modello di mobilità alternativo all'attuale, basato essenzialmente sul trasporto pubblico, ma integrato anche da auto elettriche a guida automatica, passando dal concetto di proprietà a quello dell'uso dell'auto quando necessario. Un modello all'altezza dell'attuale sviluppo scientifico e tecnologico per dare un futuro sia alla Terra che alla stessa mobilità.

 

LE FINALITÀ

 

1

Ridurre di un terzo il contributo antropico all'effetto serra responsabile del riscaldamento e dei cambiamenti climatici del pianeta. Sommando infatti i gas serra del settore trasporti nella parte relativa alla mobilità privata e trasporto merci su gomma con quella dell'industria produttrice di auto si supera abbondantemente la quota di un terzo delle emissioni antropiche totali. 

2

Ridurre l'elevato numero di decessi e di malattie respiratorie nelle aree urbane esposte all'inquinamento atmosferico causato dal traffico veicolare.

3

Determinare nella società una diversa scala di valori legata alla salute, sostenibilità e qualità della vita, piuttosto che all'automobile e alla sua rappresentazione di status symbol.

4

Rimodulare alcuni desideri, associati ai valori dominanti, che sono alla base degli attuali modelli di produzione e consumo, nell'assunto che alcuni stili di vita dovranno essere necessariamente rivisti essendone la conclamata causa del riscaldamento globale e dell'inquinamento in tutte le sue forme.

5

Il modello alternativo dovrà essere in grado di proporsi, oltre che fattibile e desiderabile (ricordando Langer), anche come valore universale di civiltà, condivisibile in tutte le culture e come base di dialogo per una cultura unificante e universale della sostenibilità. Insomma, riassumendo, un modello di mobilità per dare un futuro sia alla Terra che alla mobilità stessa.

 

 

 

IL MODELLO

 

Realizzazione di un diffuso modello di mobilità sia in ambito urbano che extraurbano e regionale, basato soprattutto sul ferro declinato in tutte le sue forme: ferrovie, tranvie, funicolari, funivie.

I luoghi non raggiunti direttamente dal ferro saranno integrati da un trasporto pubblico su gomma che prevederà oltre il classico bus o filobus anche auto elettriche a guida automatica su chiamata. Tale servizio potrà essere offerto a costi ridotti o gratuito a chi in condizioni di riconosciuta invalidità, altrimenti in forma di abbonamento ad un servizio con costi proporzionali ai chilometraggi effettuati e al tempo di utilizzo. Tale servizio per il quale, a garanzia di sicurezza si dovrà essere registrati e autorizzati, potrà modularsi con diversi gradi di diritto e priorità nella chiamata.

Dalla proprietà si passerà quindi all'uso riducendolo tendenzialmente a quando e quanto necessario.

Le principali obiezioni previste avranno come argomenti principali:

la Privacy, la Libertà, le professioni e i liberi professionisti, Agenti di commercio, Artigiani, Medici, Infermieri ...

Alcune di queste categorie comunque potranno avere concessioni di abbonamenti più estensivi con priorità delle chiamate e con costi sostenuti in parte dallo stato, ma anche in diversi casi mantenere la proprietà di furgoni o altri mezzi legati alla propria attività.

I costi sociali e individuali complessivi, considerando anche le esternalità, saranno sicuramente minori dell'attuale modello basato sulla proprietà, con un parco auto che andrà a ridursi in quanto in funzione del solo utilizzo.

Una delle ipotesi è che si potrebbero acquistare pacchetti di chilometraggi da 1000 a suoi multipli con costi proporzionalmente crescenti sui quali riconoscere sconti con criteri da stabilire e dove ognuno avrà la sua carta chip con il proprio contatore di chilometri effettuati.

 

Il punto di equilibrio ottimale si raggiungerà quando il sistema avrà un costo per il cittadino pressoché equivalente all'attuale a parità di percorrenza media stimata attualmente intorno a 11.000 km/anno, ma proporzionalmente decrescenti o crescenti se al di sotto o al di sopra della media, incentivando quindi un minor uso dell'auto e dissuadendone usi eccessivi.

 

In quale misura ritenete che un tale modello, al di là della necessaria volontà politica e dell'altrettanto necessario consenso, o per dirla con Langer, della necessaria desiderabilità sociale, sia però anche tecnicamente realizzabile?

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