Il fantasma dello 058

Mentre i ghiacciai si stanno sciogliendo e un gigantesco iceberg vaga per il mare, l'ATAC, il giorno 13 luglio 2017, non trova niente di meglio che far saltare almeno quattro corse dello 058 (quelle che risultavano dall'applicazione su smartphone "muoversiaroma" come orari di partenza dal capolinea di via Birolli: 15:38, 15:54, 16:10, 16:26), senza nessuna spiegazione o informazione.

Cosa centra l'ATAC (e Roma Capitale) con i cambiamenti climatici?

Il trasporto pubblico è una delle risposte più efficaci alla sfida del riscaldamento globale.

Lo stesso giorno io, mia moglie e un bambino di 10 anni, partendo da Pescasseroli con un bus della TUA, siamo arrivati ad Avezzano e da lì con il treno regionale 7511 arriviamo a Roma, La Rustica città, alle ore 15:13. Fin quì nessun problema salvo la nota scarsezza dei mezzi pubblici su gomma e l'altrettanta nota lentezza dei mezzi ferroviari regionali, ma da lì quello che è successo è veramente inaccettabile per una capitale specchio e immagine del paese intero:

il biglietto ferroviario che ancora conservavo nella tasca riportava nella parte pubblicitaria la quantità di CO2 risparmiata all'atmosfera scegliendo il treno in sostituzione dell'auto privata, ma i mezzi su gomma che integrandosi al trasporto ferroviario avrebbero dovuto portarci a casa, a Tor Bella Monaca, ad una relativa breve distanza, ci hanno permesso di arrivare solo dopo le ore 17.

Il 543 dovrebbe rivedere i suoi orari di partenza per renderli più coincidenti con gli orari di arrivo dei treni regionali (il blabla dell'integrazione ferro-gomma o scambio treno-bus), ma in particolare lo 058 è stato atteso dalle ore 15.30 (orario di arrivo del 543 al capolinea Birolli sulla Collatina) fino alle ore 16:45! Sotto il sole reso ancora più cocente dai cambiamenti climatici.

Il conducente mi ha detto che non sapeva nulla delle corse saltate e che comunque lui stesso era in sostituzione del personale provenendo da un'altra linea.

Vorrei una spiegazione in merito e soprattutto chiedo se questo è il modo per una città capitale di promuovere, incentivare, agevolare, sviluppare e migliorare un sistema integrato di Trasporto Pubblico in sostituzione dell'auto privata, al fine di ridurre le emissioni antropiche di CO2 oltre che rendere più vivibili le nostre città.

E' questo il modo di onorare la Carta di Aalborg (che Roma ha firmato nel 1994) e gli accordi di Parigi con coerenza e responsabilità? (A parole siamo tutti bravi!)

 

Se questo è quello che riesce a fare Roma possiamo ben sperare per il futuro dell'Italia ... e del mondo, perché tutti giochiamo la stessa partita.

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