Un commento a "Liberiamo le città dalle automobili"

Sono in gran parte d'accordo come testimoniano le seguenti frasi estratte dal mio sito "Turismosenzauto", l'unica cosa che non condivido pienamente è il fatto che l'auto rappresenti il futuro, almeno nell'aspetto privatistico, sarei più propenso a vederla di proprietà pubblica, elettrica e a guida automatica ad integrazione di un trasporto pubblico altamente efficiente, flessibile e tecnologico, forse in questo modo secondo me rappresenterebbe meglio il futuro. Un'altra osservazione: e gli ipovedenti? Va bene per i disabili ma per chi ha la vista insufficiente? Non ha il diritto anch'egli alla mobilità? Oppure sarebbe lo sfigato del TP? Ecco perché insisto che l'auto ci incatena e il TP ci libera. Inoltre osservo che mentre il cavallo ha propri occhi quindi teoricamente anche un ipovedente potrebbe cautamente cavalcarlo (tipo Ombromanto di Gandalf), un SUV che da 0 a 100 km/h impiega 3,6 secondi avrebbe si 650 cavalli (vapore) ma tutti ciechi!

 

Da TsA:

L'auto ci incatena,

il trasporto pubblico ci libera!

 

Non tutti hanno la patente o l'automobile, ma tutti hanno il diritto alla mobilità.

 

Il miglior sostegno alla mobilità sostenibile è dato da noi stessi quando rinunciamo all'automobile esigendo nel contempo servizi pubblici adeguati ed efficienti.

 

L'automobile, simbolo di libertà e immagine di mobilità è in realtà, con l'aumento della motorizzazione, sempre più prigioniera di se stessa in una autoimmobilità.

 

L'auto è l'estensione del nostro ego ai limiti della sua sagoma di lamiera in una illusione di libertà e mobilità.

 

L'auto, per quanto possibile, dovrebbe integrarsi col trasporto pubblico ma non sostituirsi completamente ad esso.

 

Un ipovedente che valorizza e sostiene il bene comune del TP può vedere più lontano di un normovedente che si ostina ad usare esclusivamente l'auto infischiandosene del TP.

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