Qual'è oggi il ruolo e il compito della Politica?

Il giornalista Paragone entrato nel M5S individua nelle piccole e medie imprese, in quanti vi lavorano e nel credito bancario il tema centrale dell'economia e della politica.

Questo secondo me non può bastare.

Occuparsi della sola economia come fosse un ente astratto e autonomo senza rapporti con l'ambiente e il territorio è una operazione che non ha alcun senso perché non fa i conti con la realtà. Parimenti una politica che separa l'economia dall'ambiente è una fuga dalla realtà che non ha futuro e ci predispone a pagare alti costi sociali e ambientali. Infatti per me la realtà è ben altra cosa: sono i cambiamenti climatici, le migrazioni indotte da cause ambientali oltre che dalle guerre, la desertificazione fisica e morale, gli squilibri sociali generati dal nostro egemonico modello di sviluppo che ben presto richiederà due pianeti per essere sostenuto quando a disposizione ne abbiamo solo uno da custodire e preservare. Non basta stare con i piedi per terra, sulla Terra occorre starci anche con la testa e con il cuore per cogliere l'insieme dei problemi dell'umanità. La storia dell'uomo è una storia di rapporti con il territorio e le sue risorse. L'economia etimologicamente secondo alcuni deriva dal greco "oikos" e "nomòs" e non "nòmos" come comunemente ritenuto. Alla differenza dell'accento tonico corrispondono due significati:  "pascolo" nel primo caso mentre "norma" o "legge" nel secondo. Quindi in origine l'economia si legava al territorio e non si astraeva da esso, si poneva il fine di migliorare la qualità della vita umana e il suo sostentamento attraverso il lavoro di trasformazione e utilizzo delle sue risorse naturali, in primis per l'alimentazione. Quando però si perde di vista questa finalità e iniziano a prevalere appetiti di ricchezza e di potere, quando i nostri stili di vita non sanno più relazionarsi in misura equa e sostenibile con il prossimo e l'ambiente, l'uomo perde se stesso e il suo futuro. I disastri ambientali e sociali sono lì a testimoniarlo, la corruzione, la mafia e il malgoverno ne fanno il degno contorno.

Certamente le grandi imprese industriali e chimiche son le sole che possono provocare disastri ambientali (ecomafie a parte), ma c'è da osservare che molto spesso le piccole e medie imprese operano a supporto e nell'indotto di queste grandi imprese e comunque sempre all'interno di un determinato modello di sviluppo.

 

Qual'è oggi il ruolo e il compito della politica?

Secondo me nel cercare di tenere insieme, in un equilibrio sostenibile, il lavoro, le imprese, l'economia con il territorio, le infrastrutture, la mobilità, l'ambiente, i servizi pubblici, la salute e la sicurezza, riducendo al minimo i costi sociali e ambientali. 

Per fare questo occorre come premessa che la politica assuma un potere normativo e regolatore sulla finanza anziché esserne servile strumento.

Prima di parlare di lavoro e impresa dobbiamo decidere in che rapporto vogliamo stare con l'ambiente e il territorio assumendo il governo di quest'ultimo e decidere come vogliamo viverci. Il disegno del paesaggio, le infrastrutture, gli insediamenti residenziali e produttivi sul territorio come anche la sua manutenzione e il dissesto idrogeologico fanno parte di questo capitolo dove molte imprese avranno il loro stabile ruolo. Se saltiamo questo capitolo saremo capaci solo di inseguire le emergenze aumentando le diseguaglianze e gli squilibri sociali insieme ai disastri ambientali.

La sinistra per le sue storiche sensibilità mi sembra la più attrezzata idealmente a questi compiti.

 

Qual'è oggi l'essenza e il ruolo della sinistra?

In estrema sintesi è nello sviluppo sostenibile e quindi nel cercare di non dissociare l'economia, il lavoro e l'impresa dall'ambiente e dal territorio.

Un altro compito è quello di sviluppare una coscienza umana responsabile in pari misura dei nostri simili e del pianeta terra che ci permette la vita.

La sinistra dovrebbe garantire una crescita economica, sociale e civile attraverso politiche pubbliche coordinate in un progetto unificante e identitario democraticamente condiviso e partecipato. Dovrebbe affermare e proporre servizi pubblici sempre più efficienti e attrattivi in sostituzione e risposta alle soluzioni individuali, autonome e socialmente più costose. Un esempio fra questi è il trasporto pubblico con il riequilibrio modale e infrastrutturale della mobilità, al crocevia di uno sviluppo sostenibile.

Chiediamo troppo alla sinistra oppure è questo esattamente il suo compito?

 

Soffermandoci sull'attuale panorama politico italiano alla vigilia delle elezioni c'è da osservare l'assenza di una grande forza di sinistra in quanto tale capace di assumersi questo compito. C'è un PD che si caratterizza come un partito di centro più che di sinistra. C'è un M5S che non si riconosce in queste categorie e viene accusato dalle altre forze politiche e da molti cittadini di incompetenza e incapacità politica, istituzionale e amministrativa. Osservo però che dalla sua ha la correttezza. l'onestà e una credibile moralità pubblica perché coerentemente dimostrata dai suoi parlamentari nel sostegno del bene comune e del pubblico interesse nonché dalla rinuncia ad alcuni privilegi economici. In un paese così disastrato e sconquassato dalla corruzione e dal malgoverno tali garanzie, se pur da sole, costituiscono certamente le irrinunciabili premesse alla sua ricostruzione morale e civile. Le competenze se unite alla corruzione, al malgoverno o interessi di parte servono a ben poco mentre l'onestà e la trasparenza sono capaci di attrarre le competenze e valorizzarle nell'interesse dei cittadini.

Tornando ai programmi e confrontando quello del PD con quello del M5S, in particolare sul capitolo trasporti e mobilità, non emergono significative differenze: le analisi, le soluzioni proposte e le finalità sono simili, quello del M5S appare però più articolato e più completo di diagrammi, ma entrambi puntano allo sviluppo ferroviario e a trasferire quote di passeggeri e merci dalla gomma al ferro, riconoscendo l'insostenibile squilibrio modale. Se i programmi sono al primo posto e hanno valore di impegno programmatico l'alleanza sui programmi, almeno su questi temi, sembra possibile.

 

Programma PD

 

Programma M5S

 

Programma LeU

 

Programma Centrodestra

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Commenti: 1
  • #1

    TsA (sabato, 03 febbraio 2018 16:58)

    Ho modificato qualcosa dell'ultima parte del testo dopo aver letto alcuni passaggi dei programmi del PD e del M5S sul tema dei trasporti e della mobilità sostenibile.
    L'unica occasione in cui compare la parola "sostenibile" nel programma del centrodestra è nel seguente passaggio:
    "Azzeramento della legge Fornero e nuova riforma previdenziale economicamente e socialmente SOSTENIBILE".
    Naturalmente nessun cenno ai cambiamenti climatici, alla green economy, alla decarbonizzazione, allo squilibrio modale e infrastrutturale, agli investimenti nel trasporto ferroviario, NIENTE DI NIENTE, più importante è la legittima difesa in casa, armandosi come gli americani dove l'elevato numero di armi da fuoco riduce la sicurezza e si muore 10 volte di più rispetto ad altri paesi sviluppati.