CONTROCORRENTE

Il ponte Morandi è crollato sotto il peso di una mobilità "insostenibile" (Tir e traffico) nel pieno significato del termine.

Dalla stampa si apprende che il traffico quotidiano sul ponte crollato era costituito oltre che dai Tir anche da migliaia di lavoratori che si recavano al lavoro.

 

La domanda:
È utile ricostruire un ponte funzionale al trasporto privato quando in Italia abbiamo l'urgenza di un riequilibrio modale per il trasporto delle merci, come da direttive UE, e di una riduzione del tasso di motorizzazione come testimoniano le nostre invivibili città?
Siamo il paese con uno dei più alti indici di motorizzazione, con città malate di traffico e inquinamento e con un decesso ogni 48 ore (Roma) per incidenti stradali.

Le infrastrutture per la mobilità le vedo distinte in due tipi: quelle funzionali al trasporto pubblico o anche alla ciclopedonalità e quelle funzionali al trasporto privato. Sul differente grado di sostenibilità delle une o delle altre lascio immaginare.

Il nuovo ponte di quale tipo vorrebbe far parte?

 

Memore di quanto affermava Gandhi sulla responsabilità di ognuno di noi non mi resta che porre la questione all'attenzione ribadendo che ponti del genere non uniscono, ma al contrario ci rinchiudono in scatole metalliche prigioniere di se stesse (traffico e incolonnamenti).
La Gronda non servirà di certo alla diminuzione del traffico infatti più si costruiscono infrastrutture di questo tipo più al contrario aumenterà. Servirà comunque a realizzare una viabilità più sicura per i mezzi pesanti in alternativa al ponte.

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Commenti: 1
  • #1

    TsA (venerdì, 31 agosto 2018 16:16)

    La questione centrale resta quella di uno squilibrio modale tra la gomma e il ferro. Squilibrio pesantemente accentuato a Genova che svolgeva un ruolo di città portuale movimentando ingenti traffici merci tra l'Asia, il Mediterraneo e il continente europeo. A Genova però si somma un problema urbanistico: a chi piacerebbe abitare sotto un ponte dove transita la quasi totalità delle merci in container tra il porto e il continente?
    Un ponte che non è certamente il ponte di Brooklyn il quale svolge un ruolo infrastrutturale completamente diverso. Al contrario il ponte di Genova non è altro che un raccordo autostradale tra la A10, la A7 e la A12, maledettamente posto sopra la città e non tangenziale ad essa per limitare disagi e i rischi ai cittadini.
    Rotterdam si è già mossa, anticipatamente, in forme più sostenibili investendo nel trasporto ferroviario e nelle vie d'acqua mentre il paese della dieta mediterranea e del sole non sa fare di meglio che affidarsi ai Tir ...e ai ponti che crollano!
    Concludendo:
    La Gronda non sarà pronta prima del 2029,
    le ferrovie in grado di movimentare la maggior parte dei container con treni di sagoma, pesi e lunghezze adeguate (750 metri), anche in previsione di una crescita competitiva con Rotterdam, saranno pronte chissà quando
    ...mentre il ponte ...come l'araba fenice, sarà pronto in tempi molto più rapidi.
    Ci sono dubbi su cosa farà l'Italia?
    Ripristineremo al più presto il fallito modello dimenticandoci ancora una volta delle ferrovie e di un efficiente trasporto pubblico per Genova?
    Oltretutto Genova non è solo una città portuale ma una grande città turistica.