Una lettera aperta al governo del cambiamento sui temi della mobilità

Turismo senza Auto (TsA) chiede al governo del cambiamento di dare una programmatica centralità allo sviluppo del trasporto pubblico in quanto è una delle riconosciute e più evidenti urgenze del nostro paese in direzione di una maggiore vivibilità e sicurezza non limitata alle sole aree urbane, nonché parte integrante dello sviluppo sostenibile.

In particolare chiediamo di garantire una efficace integrazione modale e tariffaria a premessa di ulteriori necessari sviluppi e investimenti.

Le nostre motivazioni sono riassunte nella considerazione che il trasporto pubblico resta la forma di mobilità più sostenibile, sicura ed efficiente, con la platea potenzialmente più vasta, comprendente gli stessi ciclisti (treno, tram, metro, +bici), in grado quindi di assicurare una migliore qualità della vita a tutti i cittadini.

 

In dettaglio:

 

PREMESSE

  1. Persone che si muovono, non auto che si muovono
  2. Il diritto alla mobilità non può dipendere dall'automobile.
  3. La strada è di tutti, come nel celebre film di Dino Risi, ma soprattutto dovrebbe esserlo delle forme di mobilità più sostenibili quali il trasporto pubblico, la bici e gli stessi pedoni che invece ne sono spesso le vittime insieme ai ciclisti.
  4. Il PIL, la crescita, non può essere l'unico obiettivo e la sola misura del benessere e della ricchezza, bensì lo sono la qualità della vita, la nostra salute, l'integrità dell'aria, dell'acqua e della terra, la vivibilità delle nostre città, finalità per le quali il trasporto pubblico è una delle componenti principali.

RICHIESTE

  1. Sostenere tutte le iniziative volte a incentivare il trasporto pubblico e gli investimenti su di esso. TsA è una di queste.
  2. BIMBI E RAGAZZI GRATIS sui mezzi pubblici (treni IC, Frecce  e regionali, bus, tram). Altra meritoria iniziativa volta ad incentivare il trasporto pubblico nella mobilità delle famiglie disincentivando le soluzioni private. In particolare l'abbonamento al trasporto pubblico dovrà essere agevolato, se non gratuito, per i ragazzi che frequentano la scuola dell'obbligo a prescindere dal reddito delle famiglie. Lussemburgo docet!
  3. Raggiungibilità: Le località turistiche che sono agevolmente raggiungibili con il trasporto pubblico, anche nei festivi, aumentano il proprio valore turistico e le stesse risorse turistiche. Molti comuni del Lazio, non serviti dalle ferrovie regionali, sono di fatto irraggiungibili oppure, anche nel caso di presenza di una vicina stazione ferroviaria non sono poi collegati da servizi pubblici o navette. Emblematico il caso di Castel Gandolfo
  4. Affrontare seriamente il problema della integrazione modale e tariffaria per il quale un governo del cambiamento dovrebbe cominciare a dare un chiaro segnale di intervento, tanto più se i costi saranno minimi, in quanto in sostanza trattasi di una ottimizzazione dell'esistente. Sono questioni generalmente affrontate all'interno dei contratti di servizio tra le regioni, Trenitalia e altri operatori, ma nondimeno il governo potrebbe offrire una linea di intervento e orientamento nazionale. Sarà altresì difficile credere ad una reale volontà di cambiamento se non si affrontano problemi che non richiedono ingenti risorse per la soluzione, ma centrali ad uno sviluppo sostenibile. Prendiamo ad esempio l'emblematico caso di Avezzano: Il bus in partenza alle 16:15 per Castel di Sangro che raccoglie (nell'autostazione attigua alla stazione ferroviaria) sia pendolari che turisti diretti al Parco Nazionale d'Abruzzo, oltre che attendere l'eventuale ritardo del bus proveniente da Roma della stessa Azienda (TUA), dovrà attendere, nella nostra proposta, anche l'eventuale ritardo del treno RV 3224 il cui arrivo è previsto alle 16:02. Come il treno alcuni anni fa attendeva al porto di Civitavecchia l'arrivo della nave dalla Sardegna, così il bus ad Avezzano, P.le Kennedy, attenderà l'arrivo del RV in eventuale ritardo. Solo in tal modo si concretizzerà un reale avvio di integrazione modale ferro-gomma utile a pendolari e turisti e ad una mobilità sicuramente più sostenibile. C'è da aggiungere che la ferrovia Roma-Avezzano-Pescara offre attualmente più sicurezza rispetto ai malmessi piloni della A24 e A25, per cui richiamiamo all'urgenza e alla necessità di investire sul miglioramento e potenziamento di tale ferrovia, oltretutto asse strategico del corridoio adriatico per il trasporto di merci e persone tra la Spagna e i Balcani e con grandi potenzialità turistiche attraversando l'Italia centrale e unendo i due mari nella regione più verde d'Europa.
  5. BUCHE. Dare priorità nelle riparazioni delle buche e del dissesto stradale (il noto caso della capitale) alle vie e tratti stradali percorsi dai mezzi pubblici. Questo vuol dire per esempio che in un viale con una corsia preferenziale riservata al mezzo pubblico si interverrà prioritariamente solo su questa. Sarebbe un chiaro segnale di attenzione privilegiata al trasporto pubblico al quale si darà la precedenza nelle risorse disponibili.
  6. Assicurare una convenuta percentuale di sedi protette riservate al trasporto pubblico. Proponiamo inoltre l'obiettivo di garantire almeno un 70% di sede protetta sull'intero percorso dei bus express evitando per quanto possibile soluzioni di continuità che spesso, a causa del traffico, aumentano i tempi di percorrenza riducendo notevolmente l'efficienza e l'utilità delle stesse.
  7. Asservimenti semaforici. Proponiamo asservimenti semaforici agli incroci e intersezioni stradali per tutte le linee tram urbane e suburbane con possibilità di essere estese anche ai mezzi pubblici su gomma mediante opportuni interventi tecnologici. Il principio è che il mezzo pubblico dovrà conquistarsi nel traffico e nella comune mentalità un diritto di precedenza sul trasporto privato. 
  8. Istituzione dell'Educazione Eco-Civica nelle scuole comprensiva dell'educazione stradale. L'identità civica si costruisce partendo dalla scuola dove si gettano le basi della convivenza e della coesione sociale. Dall'educazione ambientale trovano origine le nostre sensibilità e responsabilità ambientali che ci permetteranno di adottare opportuni stili di vita e corretti e coerenti comportamenti a garanzia di un futuro vivibile.
  9. PERCORSI PEDONALI ben segnalati e sicuri. Torniamo a ribadire l'importanza e la centralità dei percorsi pedonali, soprattutto negli scambi modali, per una politica della mobilità che voglia seriamente creare valide alternative all'automobile. È intollerabile e scandaloso che nella capitale a tutt'oggi non vi siano segnalazioni visibili e chiare sul percorso pedonale che unisce la stazione ferroviaria Tuscolana con la stazione Ponte Lungo della metro A. Nonostante gli annunci vocali di scambio diffusi all'interno dei treni sia della metro che delle ferrovie, risultano ancora del tutto assenti le segnalazioni all'interno di entrambe le stazioni per indicare le uscite utili allo scambio modale, come del tutto assenti le indicazioni stradali orizzontali o verticali per indicare il percorso, 500 metri fantasma! Un turista che si troverebbe a scambiare tra le due stazioni si troverebbe in palese difficoltà come anche probabilmente lo stesso romano se non conoscitore della zona. Dettagli che fanno la differenza. Ricordiamo al Governo che la capitale come altre città italiane, fin dal 1994, ha aderito alla Carta di Aalborg (città europee per uno sviluppo duraturo e sostenibile) e pertanto stringenti motivi in più per sviluppare le nostre città in direzioni più sostenibili e di migliore qualità della vita. Un morto ogni 48 ore sulle strade della capitale sembrano motivi più che sufficienti per intervenire sulla sicurezza stradale e creazione di percorsi pedonali segnalati e protetti.

Se non tentiamo adesso, con un governo del cambiamento, di cambiare e intervenire sulle questioni elencate, quando altrimenti potremmo farlo?

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Una lettera aperta al Governo del Cambiamento sui temi della mobilità
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