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Ecologia   società   territorio   mobilità


Scienza:

GLI UOMINI POTREBBERO ESSERE TRA LE PRIME VITTIME.

LA TERRA COMINCIA LA SESTA FASE DI ESTINZIONE DI MASSA.

E LA COLPA È NOSTRA

Lo rivela un articolo pubblicato su Science Advances, che cita una ricerca della Duke University pubblicata nel 2014. Gli esseri umani sarebbero la causa della loro stessa fine"

Questa notizia insieme all'enciclica "Laudato si" sono cadute come una lieve pioggerellina, subito dimenticate dalla politica, dai cittadini e dai media. Sulle news di Google non sono più in evidenza. Il mondo e noi tutti abbiamo fretta di dimenticare e in Italia ci consoliamo, ripetendo il mantra che possiamo uscire dalla crisi riprendendo i consumi e riavviando l'economia grazie all'occasione favorevole del prezzo del petrolio.

Noi più fossili del petrolio!

NOTA:

Nei commenti il campo richiesto del nome può essere liberamente compilato, anche con "Anonimo".

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Salviamoci salvando la Terra!

Un video-Manifesto per un cambio di paradigma:

 

L'idea è strutturata in una successione di video conclusa da un testo finale. La successione rappresenta l'ideale montaggio di un unico video

 

Cliccare sui video secondo la successione numerata.

Si consiglia la visione completa del primo e ultimo video (1 e 6).

Per tutti gli altri bastano gli istanti iniziali già impostati.

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Testo 7

PRIMA DI ABBANDONARE

LA TERRA...

 

PROVIAMO AD ABBANDONARE L'AUTO !

 

Quando ci mettiamo al volante e giriamo la chiave di accensione nel cruscotto siamo consapevoli di quanto stiamo facendo?

Oppure, al pari degli antichi Rapa Nui, non ci rendiamo conto delle conseguenze delle nostre azioni, nonostante le incomparabili possibilità di informazione che contraddistinguono i nostri tempi?

 

 

 

TsA

 

 

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Lettera aperta a Trenitalia (una proposta di Famiglie senz'Auto e TsA)

 

Gent.mi,

 

ci presentiamo. Siamo il "Gruppo Famiglie senz'Auto, famiglie che dal Sud al Nord Italia, per motivazioni etiche ed ecologiche, non hanno un’auto di proprietà o ne condividono l’uso, privilegiando mezzi di trasporto sostenibili: piedi, bici, mezzi pubblici, carsharing.

 

Abbiamo scritto una lettera aperta al ministro Costa e Toninelli (pubblicata in vari quotidiani nazionali) e presto avremo un incontro con alcuni parlamentari della Commissione Trasporti.

 

Vogliamo condividere nella società nuovi valori, nuove sensibilità e stili di vita decisamente più sostenibili.
Auspichiamo in primo luogo un maggiore sviluppo del Trasporto pubblico, soprattutto ferroviario.

 

Vi presentiamo quindi i nostri progetti e le nostre proposte, sperando di incontrare il vostro interesse:

 
1- in Italia, attualmente, per una famiglia con due o più figli, è più economico viaggiare in auto che in treno. In Germania, Svizzera, Olanda i bambini fino 15 anni, se accompagnati, non pagano. Con la petizione Bimbi gratis nei treni e mezzi pubblici: (bit.do/bimbi) abbiamo raccolto più di 10 000 firme per chiedere a Trenitalia e alle regioni di rendere tutti i treni (regionali, Ic, frecce) gratuiti per i ragazzi sotto i 15 anni.

 
2- Il nostro progetto di Turismo e ristoranti senza Auto (riassunto nella sigla TsA), vuole sensibilizzare e incentivare l’alternativa all'auto, anche in occasione turistica.
Turisti,
Trenitalia, aziende di trasporto pubblico, strutture ricettive o di ristorazione, associazioni turistiche, province e regioni, sono coinvolte in un circolo attrattivo e virtuoso. L'offerta di uno standard di servizi come l'accessibilità a sistemi integrati di trasporto pubblico con carte turistiche è parte del progetto.

 

TsA si propone con una propria identità, un proprio logo, un sito https://turismosenzauto.jimdo.com/ con associate pagine e gruppo Fb in riferimento ad un target sostenuto da crescenti sensibilità ambientali e che potrà avere importanti sviluppi se opportunamente incentivato. Alcuni ristoranti e strutture ricettive già prevedono sconti e agevolazioni ai turisti che arrivano a destinazione senz’auto. Chiediamo anche a Trenitalia di prevedere sconti, che potranno essere offerti (con opportuni codici) agli associati di Turismo senz’auto. Questo progetto potrebbe svilupparsi con una tessera associativa la quale aggiungerà una maggiore visibilità e attrattiva alla proposta.

 

Ci auguriamo che riteniate opportuna e utile una forma di collaborazione che potrà essere ulteriormente e opportunamente sviluppata.

 

Turismo senz’auto e Famiglie senz‘auto

 

 

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TESTO 7 (esteso)

L'auto, insieme alla motorizzazione privata è responsabile di almeno 1/5 delle emissioni antropiche di gas serra.

 

Nella UE ogni anno più di 120.000 persone perdono la vita a seguito di incidenti stradali mentre più di 500.000 decessi sono attribuibili allo smog in cui sempre l'auto è riconosciuta come una delle cause principali.

 

Il tempo perso alla guida dell'auto, soprattutto nel traffico e negli incolonnamenti, è tempo sottratto alla nostra vita.

 

Un modello di mobilità basato sull'auto è improponibile e indesiderabile su scala planetaria soprattutto se rapportato agli attuali tassi di crescita della popolazione umana.

 

In particolare, nel nostro Paese, gli alti tassi di motorizzazione rendono le città sempre più invivibili. L'occupazione di suolo delle auto, sempre più invasivo, riduce gli spazi e la sicurezza per pedoni e ciclisti causando incidenti, decessi e invalidità.

In molte nostre città il numero di sforamenti annui per superamento dei limiti di legge delle polveri sottili resta tra i più alti d'Europa con gravi rischi per la nostra salute.

 

Le domeniche senza auto

sono palliativi che non bastano più.

 

Dobbiamo pensare a città senza auto!

 

L'unica soluzione praticabile e sostenibile, oltre che maggiormente efficiente e sicura è in un Trasporto pubblico altamente tecnologico ed interattivo, integrato da quote controllate di auto elettriche condivise a guida autonoma. Saranno fondamentali nelle aree urbane le zone 30.

 

Riusciremo a vincere la sfida dei cambiamenti climatici?

Oppure dovremmo pensare di abbandonare la Terra per trasferirci su altri pianeti?

 

Prima di tutto dobbiamo assicurarci un pianeta sano e vivibile sul quale lavorare, sognare e lottare. I conflitti di classe sul pianeta Venere non avrebbero luogo né senso.

 

Gli ideali di bellezza, civiltà, lavoro, uguaglianza, solidarietà, giustizia sociale, camminano sulle gambe degli uomini e possono essere raggiunti solo sulla Terra, e non altrove, percorrendo un unico sentiero, quello dello sviluppo sostenibile.

 

La qualità della vita è legata alla qualità dell'ambiente e quindi alla nostra capacità di tenere insieme, in circolarità, la Scienza e la Politica.

 

Le responsabilità di un disastro ecologico annunciato non saranno certamente solo della Politica o dei governanti scelti con il nostro voto, ma di ognuno di noi, delle nostre scelte e dei nostri stili di vita.

 

Ricordiamoci che l'auto non è altro che l'estensione del nostro ego ai limiti della sua lamiera in una illusoria immagine di libertà. Infatti nelle aree urbane come negli incolonnamenti stradali e autostradali sarà sempre più prigioniera di se stessa e noi suoi schiavi sacrificandole salute, tempo, denaro e il nostro futuro.

 

 

PRIMA DI ABBANDONARE

LA TERRA

 

PROVIAMO AD ABBANDONARE L'AUTO

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Prima di abbandonare la Terra

L'astrofisico Hawking, recentemente scomparso, ricordava all'Umanità intera che il pericolo e la maggiore urgenza da affrontare sono i cambiamenti climatici causati dal Riscaldamento globale per il quale la Terra rischia di trasformarsi in Venere.

 

L'auto, insieme alla motorizzazione privata è responsabile di almeno 1/5 delle emissioni antropiche di gas serra.

Nella UE ogni anno più di 120.000 persone perdono la vita a seguito di incidenti stradali mentre più di 500.000 persone muoiono per lo smog in cui sempre l'auto è riconosciuta come una delle cause principali.

In particolare nel nostro Paese gli alti tassi di motorizzazione, rendono le città sempre più invivibili, malsane e insicure. L'occupazione di suolo delle auto, sempre più invasivo, riduce gli spazi e la sicurezza per pedoni e ciclisti causando incidenti, decessi e invalidità.

In molte nostre città il numero di sforamenti annui per superamento dei limiti di legge delle polveri sottili resta tra i più alti d'Europa con gravi rischi per la nostra salute.

 

Le domeniche senza auto sono palliativi che non bastano più.

Dobbiamo pensare a città senza auto!

 

Un modello di mobilità basato sull'auto è improponibile e indesiderabile su scala planetaria soprattutto se rapportato agli attuali tassi di crescita della popolazione umana.

L'unica soluzione praticabile e sostenibile oltre che maggiormente efficiente e sicura è in un Trasporto pubblico altamente tecnologico ed interattivo, integrato da quote controllate di auto elettriche condivise a guida autonoma. Fondamentali nelle aree urbane saranno le zone 30. L'auto, in una prospettiva di sostenibilità ambientale, può essere solo il complemento del trasporto pubblico, ma non la sua sostituzione. 

 

Basta ai compartimenti stagni tra la scienza e la politica.

Stop alle incoerenze tra le acquisizioni scientifiche e dati statistici da una parte e i nostri comportamenti e percezioni dall'altra.

Oltre all'economia circolare occorrerà un Pensiero circolare.

La nostre gerarchie di valori andranno riviste e rimodellate: possedere un'auto dovrà essere percepito come un disvalore piuttosto che un valore o status symbol, mentre il non possederla dovrà diventare un valore eco-symbol, associato nell'immaginario collettivo ad ambienti più salubri, sicuri e vivibili.

 

Riusciremo a vincere la sfida dei cambiamenti climatici?

Oppure la Terra si trasformerà nell'infernale Venere?

Saremo costretti ad abbandonarla per trasferirci su altri pianeti?

 

Gli ideali di bellezza, civiltà, lavoro, uguaglianza, solidarietà, giustizia sociale, camminano sulle gambe degli uomini e possono essere raggiunti solo sulla Terra, e non altrove, percorrendo un unico sentiero, quello dello sviluppo sostenibile.

Se non saremo capaci di mostrarci solidali con le generazioni future, tanto meno lo saremo con il nostro prossimo o i nostri figli e nipoti. Il tipo di rapporti che stabiliremo con la nostra madre Terra, deciderà il tipo di rapporti che stabiliremo tra gli esseri umani oltre che il grado di civiltà, qualità della vita e giustizia sociale.

Prima di tutto dobbiamo assicurarci un pianeta sano e vivibile sul quale lavorare, sognare e lottare. La lotta di classe sul pianeta Venere non avrebbe luogo né senso.

Le responsabilità di un disastro ecologico atteso e annunciato non saranno certamente solo della Politica o dei governanti scelti con il nostro voto, ma di ognuno di noi, delle nostre scelte e dei nostri stili di vita.

La reale volontà e capacità del genere umano nell'affrontare tali sfide trova la sua migliore cartina di tornasole nel settore trasporti e mobilità. In questo settore, più di ogni altro, si incrociano scelte individuali con quelle collettive, politiche, urbanistiche, governo del territorio, infrastrutture e di spesa pubblica, ovviamente più o meno sostenibili. Purtroppo proprio in questo settore le scelte individuali deviano sistematicamente e con più frequenza da percorsi e da modelli sostenibili in grado di offrire anche maggior sicurezza e qualità di vita.

Ricordiamoci che l'auto non è altro che l'estensione del nostro ego alla sua lamiera in una illusoria immagine di libertà. Infatti nelle aree urbane come negli incolonnamenti stradali e autostradali sarà sempre più prigioniera di se stessa e noi suoi schiavi sacrificandole salute, tempo, denaro e il nostro futuro.

 

PRIMA DI ABBANDONARE

LA TERRA

 

PROVIAMO AD ABBANDONARE L' AUTO

 

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