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Ecologia - società - territorio - mobilità


Scienza:

GLI UOMINI POTREBBERO ESSERE TRA LE PRIME VITTIME

LA TERRA COMINCIA LA SESTA FASE DI ESTINZIONE DI MASSA. E LA COLPA È NOSTRA

Lo rivela un articolo pubblicato su Science Advances, che cita una ricerca della Duke University pubblicata nel 2014. Gli esseri umani sarebbero la causa della loro stessa fine"

Questa notizia insieme all'enciclica "Laudato si" sono cadute come una lieve pioggerellina, subito dimenticate dalla politica, dai cittadini e dai media. Sulle news di Google non sono più in evidenza. Il mondo e noi tutti abbiamo fretta di dimenticare e in Italia ci consoliamo, ripetendo il mantra che possiamo uscire dalla crisi riprendendo i consumi e riavviando l'economia grazie all'occasione favorevole del prezzo del petrolio.

Noi più fossili del petrolio!

NOTA:  nei commenti il campo richiesto del nome può essere compilato con                   "Anonimo" o nome inventato

Il Bollo Auto progressivo

Cosa ne pensate della proposta del Bollo Auto progressivo, in discussione al Senato, calcolato in base al tasso di inquinamento?

Già è insorta la destra accusando il governo di colpire in tal modo la parte più economicamente debole della popolazione, proprietaria di autoveicoli vecchi e inquinanti, contravvenendo ai principi ispiratori della sinistra. Peccato però che la destra non si accorge delle proprie contraddizioni ambientali palesando quella sua tipica miope visione che guarda alle cose decontestualizzandole da sistemi ben più complessi, quali quelli ecologici dei quali fanno parte, per evitare strumentalmente di farne i conti, ma che purtroppo già ci stanno presentando il conto con siccità, alluvioni, incendi, uragani, variazioni spiacevoli del clima.

Qui si palesa il tipico scontro tra l'economia e l'ambiente dove emergono tutte le contraddizioni di una società gasserrante nella sfida ai cambiamenti climatici.

La questione fa discutere anche perché è stato osservato che se tale provvedimento spinge all'acquisto di auto nuove e meno inquinanti è pur vero che la produzione di auto nuove richiede energia con conseguente ulteriore inquinamento e produzione di CO2.

La questione del Bollo Auto, nella proposta, costituirà comunque per i cittadini, la politica, l'insieme della società, un vero banco di prova della reale volontà e capacità di contrastare i cambiamenti climatici anche nella revisione dei nostri stili di vita.

La destra e il suo popolo stanno già dando il meglio di se: andatevi a leggere gli "illuminati" commenti sul ilgiornale.it e su liberoquotidiano.it dove qualcuno asserisce che con tale provvedimento si estinguerà la sinistra senza però considerare che il vero rischio, in assenza di provvedimenti, è l'estinzione della specie umana.

La sinistra non è da molto meno mancando spesso di coraggio e coerenza, arrendendosi facilmente.

Andatevi anche a leggere nel Web i commenti e le reazioni degli ambienti economici e culturali: vere cartine di tornasole del tasso ecologico italiano.

L'obiezione che molti faranno è che l'auto incide solo per un terzo circa del contributo antropico all'effetto serra e pertanto non si venga a rompere le scatole agli automobilisti ma si iniziasse a intervenire sugli altri due terzi. Questa prevedibile obiezione mi richiama alla mente il famoso mediatore culturale, ora licenziato, quello di "è un atto peggio ma solo all'inizio", poi ci si abitua. Un modo per stravolgere le cose minimizzandole per non riconoscerle nella loro reale gravità.

Comunque tutti siamo responsabili del quotidiano stupro della Terra e un nodino è venuto al pettine: il Bollo Auto progressivo!

La mia opinione è che l'auto a livello di massa è incompatibile con l'ambiente. Altrimenti non si spiegherebbero i vari tentativi di arginarla e limitarla nelle aree urbane, in zone di pregio ambientale e artistico, nei Parchi Naturali o in territori Patrimonio dell'Umanità, né si spiegherebbero i vari Euro 4, Euro 5... e neanche le Domeniche Ecologiche senza Auto, quando invece occorrerebbe una Mobilità senza Auto. Nessuno ci obbliga al suo acquisto. L'unica alternativa praticabile per tutti e non solo per i più economicamente deboli è il Trasporto Pubblico che i cittadini devono pretendere a livelli 5 stelle. Chi si ostinerà ad usarla dovrà pagarne le conseguenze proporzionalmente all'uso e al livello di inquinamento prodotto.

Se questo provvedimento legislativo costituisce solamente un disincentivo all'uso di auto vecchie ed inquinanti per fare PIL incentivando l'acquisto di auto nuove e meno inquinanti, troverei la cosa ben misera. Auspico invece che costituisca anche un disincentivo all'uso dell'auto contestualmente ad un incentivo all'uso del TP nel quale, a compensazione del provvedimento che per molti potrà costituire un aumento, si dovranno fare maggiori e più coraggiosi investimenti offrendo una immagine più equa e sostenibile.

 

Nello specifico del provvedimento chiedo:

non si potrebbe pagare anche in relazione all'uso o al chilometraggio?

 

Tutte le domande aperte:

La proposta del Bollo Auto progressivo è un provvedimento rivoluzionario come nelle intenzioni del legislatore?

Sarà utile a sensibilizzare i cittadini sul tema della sostenibilità ambientale?

Va in direzione del BES?

Risponde al principio che chi inquina paga?

Sarà in grado di rendere le nostre città più respirabili disincentivando l'auto privata in favore del Trasporto Pubblico?

Oppure risponde solo alla logica del rinnovo del Parco Auto in favore del PIL?

Quali sono le Vostre opinioni in merito?

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La società gasserrante ...tra sogni, visioni e utopie

Pur non possedendo specifiche competenze il tema della mobilità e dei trasporti mi affascina da diversi anni soprattutto per la sua speciale caratteristica di essere al centro di un vasto intreccio di relazioni con tanti altri temi che determineranno la qualità della vita del nostro futuro: stili di vita, politica, investimenti pubblici e privati, infrastrutture, urbanistica, territorio, cambiamenti climatici, economia e turismo.

La questione centrale resta però, a mio avviso, quella del superamento dell'automobile privata, o quanto meno di una sua drastica riduzione, non solamente nelle aree urbane.

Non credo alla possibilità di un duplice e separato sviluppo tra il trasporto privato e quello pubblico, non c'è spazio per la coesistenza di entrambi su piani separati.

L'automobile dovrà integrarsi con il TP non in sostituzione ma in funzione di esso.

Nella mia visione (da ipovedente) la progettazione delle metropolitane non deve essere intesa come un modo per lasciare indisturbato il traffico veicolare di superficie consentendogli ingorghi, congestioni, produzione di inquinamento atmosferico e gas serra, ma al contrario dovrà essere accompagnata da pedonalizzazioni, linee tranviarie, filobus, corsie preferenziali, in un complessivo ridisegno delle città che dovrà passare da una progettazione in funzione dell'automobile ad una progettazione in funzione del cittadino. Dove c'è il ferro su sede propria non c'è la gomma ecco perché la Termini-Giardinetti deve essere non solo mantenuta ma sviluppata. Il ritornello della sua sovrapposizione alla metro C è una emerita stracazzata funzionale all'eterno dominio dell'automobile ed ad una società ... gasserrante!

Veniamo ora ad una serie di domande in riferimento al problema del superamento dell'automobile.

  1. Come porre tale problema, riguardo determinate categorie di cittadini, ad esempio le infermiere e madri, alle prese con il lavoro (con turni anche notturni o reperibilità), la scuola, i figli, la spesa, le vacanze con bagagli e animali al seguito? Come pensare di risolvere il problema in relazione anche alla sicurezza soprattutto serale e notturna? Son questi i tipici problemi che mantengono saldo il dominio dell'automobile.
  2. Un parco di auto elettriche a guida automatica e di proprietà pubblica, opportunamente dimensionato alla città, con sistemi di contabilizzazione chilometrica o forme di abbonamento attraverso chip card, affiancato e integrato ad un TP incentrato sul ferro con alti livelli di efficienza potrebbe essere un modello proponibile e sostenibile? O altrimenti quali ne sarebbero le criticità?
  3. In un parco auto privato urbano, senza criteri di limiti dimensionali e pertanto soggetto a congestionamento, il problema EROEI si porrebbe anche nell'ipotesi di esclusivo utilizzo di vetture elettriche?
  4. In termini ecoenergetici e di ecoefficienza si potrebbe affermare, magari con qualche forzatura, che il Trasporto privato sta al TP come il riscaldamento autonomo delle nostre case sta al riscaldamento centralizzato o meglio alla cogenerazione o microgenerazione?

 

Una riflessione: L'uomo sta rendendo invivibile il pianeta, ma nel contempo riesce a rendere invivibili anche alcune città: una di queste è Roma.

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FROSINONE

Frosinone è una città laziale di 493.605 abitanti che si fregia di "invidiabili" primati quali: uno dei più alti tassi di motorizzazione in Europa e, come riportato nei rapporti Mal'Aria di Città di Legambiente, di aver superato per ben 115 volte/giorni nel 2015 e per 89 giorni nel 2016 i valori limite stabiliti per il PM10, confermandosi la città peggiore d'Italia per inquinamento atmosferico nel 2015 e la seconda città peggiore d'Italia nel 2016 (notare bene come la centralina di rilevamento sia sempre quella di Frosinone scalo!).

 

Cosa fa allora il comune di Frosinone per fronteggiare responsabilmente la situazione e invertire la direzione di marcia?

 

Leggetevi quanto riportato su una pagina del sito Visitare il Lazio (con il solo trasporto pubblico), accessibile a questo link, per renderVi conto del livello e della qualità delle risposte che a questi problemi sa dare la pubblica amministrazione di una città laziale congiuntamente al consenso dei suoi cittadini. Risposte e soluzioni che con tutta evidenza traggono ispirazione dalla carta di Aalborg ed in linea con gli impegni presi negli accordi di Parigi tesi a contrastare i cambiamenti climatici.

Precisiamo che attualmente la distanza che separa la stazione ferroviaria (piazzale A. Kambo) dal Terminal bus (piazza Sandro Pertini) è di circa 500 metri, mentre prima del 1/02/16 era di zero metri, un innegabile progresso in favore di un sistema integrato di trasporto pubblico!

 

Ridurre il livello di integrazione ferro-gomma anziché aumentarlo, mortificare il trasporto pubblico rendendolo più disagevole agli utenti, sono provvedimenti utili a ridurre l'inquinamento atmosferico e le emissioni di gas serra?

 

Utili a rendere le città più vivibili e sostenibili?

 

Per il comune di Frosinone sembra evidentemente di si.

 

Anziché affrontare le cause della malattia si preferisce rimuoverne o nasconderne i sintomi.

 

Quanto è diffuso questo bastardo atteggiamento in Italia?

 

Ecco come la stampa trattò lo spostamento del terminal Cotral: cliccare qui.

 

Provate sul motore di ricerca di Google a digitare queste parole chiave: "scambio treno bus stazione ferroviaria di ... " dove in sostituzione dei puntini digitate alternativamente "Frosinone" e "Bolzano", due città italiane pressoché equivalenti nel numero di abitanti, per confrontarne i risultati. Nel caso di Bolzano esce fuori addirittura la liberazione dalle auto in Alto Adige!

 

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Domande che attendono risposte

Ripubblico qui un posto pubblicato il 5/4/17 sulla mia pagina Facebook di Turismo senza Auto integrandolo con alcune domande e osservazioni aggiuntive.

 

Quali forze politiche sono in grado di rimodulare i desideri che alimentano il mercato, la produzione, il consumo, gli stili di vita, i valori, in chiave di sostenibilità e di futuro per il genere umano?

Facciamo un semplice concreto esempio tratto dai temi al centro dell'attenzione di questo sito:

Si possono costruire, creando anche lavoro, più autostrade e più automobili facendo arrivare anche il petrolio con gli oleodotti, ma si possono invece costruire più ferrovie, più treni e bus, più tranvie insieme a un sistema integrato di trasporto collettivo tecnologicamente avanzato nel quale i minimi tempi di attesa e l'elevata efficienza compenserebbero ampiamente i tempi persi nel traffico, nell'inquinamento e nell'illusoria libertà e comodità della modalità privata.

I due modelli sono dichiaratamente alternativi sul piano della sostenibilità come anche nei valori simbolici di riferimento che li alimentano: pensiamo allo status symbol rappresentato dall'automobile da una parte o alla vivibilità, alla salute e alla sicurezza sostenute dall'altra parte. Il mondo dell'impresa piccola, media o grande può appartenere sia all'uno che all'altro modello.

E qui viene il punto. Ieri Di Battista a DiMartedi ha elencato i punti centrali del programma del M5S:

1. legge anticorruzione

2. reddito di cittadinanza

3. legge sul conflitto di interessi

4. misure per piccole e medie imprese

5. misure straordinarie per il dissesto idrogeologico

Tutti condivisibili e sacrosanti ma su quale scenario viene collocato il sostegno alle imprese? Su quale modello?

Non è una scelta di poco conto, la mobilità nella sua attuale configurazione pesa per circa un terzo del contributo antropico all'effetto serra e all'inquinamento atmosferico, inoltre ha un peso economico e finanziario enorme, entra a far parte dei desideri e bisogni indotti, degli stili di vita, dei valori sociali, basti pensare alla frequenza con la quale veniamo bersagliati dalla pubblicità delle auto. Ricordiamoci poi alla fine che il PIL non misura la qualità della vita.

Mi piacerebbe che il M5S, che resta una delle speranze per l'Italia, fosse più chiaro su questo punto.

 

Perché indebitarsi con le banche per pagare Marchionne e sostenere spese di manutenzione e assicurative che complessivamente e mediamente sono state calcolate pari a 3.200 € l'anno?

Perché acquistare un auto e sostenere un insostenibile modello di mobilità quando con le attuali tecnologie è possibile realizzare un modello alternativo? Ovvero un trasporto pubblico integrato anche con auto elettriche a guida automatica che a richiesta ci potrebbero arrivare sotto casa o in qualsiasi altro punto? Passando così dalla proprietà dell'auto al suo uso con costi sostenuti dallo stato in casi di riconosciute invalidità, altrimenti pagando abbonamenti ad un servizio pubblico con costi crescenti proporzionali ai chilometraggi effettuati. Il parco auto e la massa circolante di vetture si ridurrebbero drasticamente con benefici per l'ambiente, la salute, la sicurezza e la mobilità stessa con riduzione dei tempi di percorrenza e dei costi sociali e individuali.

In molti casi le più sostenibili ferrovie potrebbero sostituire auto ed autostrade lasciando al servizio pubblico di bus e auto elettriche il complementare ruolo di integrazione e scambio con le ferrovie in ambito locale e regionale.

Naturalmente un modello alternativo di mobilità così rivoluzionario non si può imporre per legge ma deve essere il frutto di scelte e convincimenti in un percorso condiviso. Diceva Langer che una società sostenibile non sarà realizzabile se non sarà anche socialmente desiderabile, ma qui torniamo alla mia domanda iniziale: Chi sarà in grado di rimodulare i desideri della società e come rimodularli?

Chiedo una riflessione su questi punti di carattere tecnico, economico e politico rivolta soprattutto al M5S.

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La società gasserrante ...tra sogni, visioni e utopie

Pur non possedendo specifiche competenze il tema della mobilità e dei trasporti mi affascina da diversi anni soprattutto per la sua speciale caratteristica di essere al centro di un vasto intreccio di relazioni con tanti altri temi che determineranno la qualità della vita del nostro futuro: stili di vita, politica, investimenti pubblici e privati, infrastrutture, urbanistica, territorio, cambiamenti climatici, economia e turismo.

La questione centrale resta però, a mio avviso, quella del superamento dell'automobile privata, o quanto meno di una sua drastica riduzione, non solamente nelle aree urbane.

Non credo alla possibilità di un duplice e separato sviluppo tra il trasporto privato e quello pubblico, non c'è spazio per la coesistenza di entrambi su piani separati.

L'automobile dovrà integrarsi con il TP non in sostituzione ma in funzione di esso.

Nella mia visione (da ipovedente) la progettazione delle metropolitane non deve essere intesa come un modo per lasciare indisturbato il traffico veicolare di superficie consentendogli ingorghi, congestioni, produzione di inquinamento atmosferico e gas serra, ma al contrario dovrà essere accompagnata da pedonalizzazioni, linee tranviarie, filobus, corsie preferenziali, in un complessivo ridisegno delle città che dovrà passare da una progettazione in funzione dell'automobile ad una progettazione in funzione del cittadino. Dove c'è il ferro su sede propria non c'è la gomma ecco perché la Termini-Giardinetti deve essere non solo mantenuta ma sviluppata. Il ritornello della sua sovrapposizione alla metro C è una emerita stracazzata funzionale all'eterno dominio dell'automobile ed ad una società ... gasserrante!

Veniamo ora ad una serie di domande in riferimento al problema del superamento dell'automobile.

  1. Come porre tale problema, riguardo determinate categorie di cittadini, ad esempio le infermiere e madri, alle prese con il lavoro (con turni anche notturni o reperibilità), la scuola, i figli, la spesa, le vacanze con bagagli e animali al seguito? Come pensare di risolvere il problema in relazione anche alla sicurezza soprattutto serale e notturna? Son questi i tipici problemi che mantengono saldo il dominio dell'automobile.
  2. Un parco di auto elettriche a guida automatica e di proprietà pubblica, opportunamente dimensionato alla città, con sistemi di contabilizzazione chilometrica o forme di abbonamento attraverso chip card, affiancato e integrato ad un TP incentrato sul ferro con alti livelli di efficienza potrebbe essere un modello proponibile e sostenibile? O altrimenti quali ne sarebbero le criticità?
  3. In un parco auto privato urbano, senza criteri di limiti dimensionali e pertanto soggetto a congestionamento, il problema EROEI si porrebbe anche nell'ipotesi di esclusivo utilizzo di vetture elettriche?
  4. In termini ecoenergetici e di ecoefficienza si potrebbe affermare, magari con qualche forzatura, che il Trasporto privato sta al TP come il riscaldamento autonomo delle nostre case sta al riscaldamento centralizzato o meglio alla cogenerazione o microgenerazione?

 

Una riflessione: L'uomo sta rendendo invivibile il pianeta, ma nel contempo riesce a rendere invivibili anche alcune città: una di queste è Roma.

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FROSINONE

Frosinone è una città laziale di 493.605 abitanti che si fregia di "invidiabili" primati quali: uno dei più alti tassi di motorizzazione in Europa e, come riportato nei rapporti Mal'Aria di Città di Legambiente, di aver superato per ben 115 volte/giorni nel 2015 e per 89 giorni nel 2016 i valori limite stabiliti per il PM10, confermandosi la città peggiore d'Italia per inquinamento atmosferico nel 2015 e la seconda città peggiore d'Italia nel 2016 (notare bene come la centralina di rilevamento sia sempre quella di Frosinone scalo!).

 

Cosa fa allora il comune di Frosinone per fronteggiare responsabilmente la situazione e invertire la direzione di marcia?

 

Leggetevi quanto riportato su una pagina del sito Visitare il Lazio (con il solo trasporto pubblico), accessibile a questo link, per renderVi conto del livello e della qualità delle risposte che a questi problemi sa dare la pubblica amministrazione di una città laziale congiuntamente al consenso dei suoi cittadini. Risposte e soluzioni che con tutta evidenza traggono ispirazione dalla carta di Aalborg ed in linea con gli impegni presi negli accordi di Parigi tesi a contrastare i cambiamenti climatici.

Precisiamo che attualmente la distanza che separa la stazione ferroviaria (piazzale A. Kambo) dal Terminal bus (piazza Sandro Pertini) è di circa 500 metri, mentre prima del 1/02/16 era di zero metri, un innegabile progresso in favore di un sistema integrato di trasporto pubblico!

 

Ridurre il livello di integrazione ferro-gomma anziché aumentarlo, mortificare il trasporto pubblico rendendolo più disagevole agli utenti, sono provvedimenti utili a ridurre l'inquinamento atmosferico e le emissioni di gas serra?

 

Utili a rendere le città più vivibili e sostenibili?

 

Per il comune di Frosinone sembra evidentemente di si.

 

Anziché affrontare le cause della malattia si preferisce rimuoverne o nasconderne i sintomi.

 

Quanto è diffuso questo bastardo atteggiamento in Italia?

 

Ecco come la stampa trattò lo spostamento del terminal Cotral: cliccare qui.

 

Provate sul motore di ricerca di Google a digitare queste parole chiave: "scambio treno bus stazione ferroviaria di ... " dove in sostituzione dei puntini digitate alternativamente "Frosinone" e "Bolzano", due città italiane pressoché equivalenti nel numero di abitanti, per confrontarne i risultati. Nel caso di Bolzano esce fuori addirittura la liberazione dalle auto in Alto Adige!

 

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Un modello alternativo di Mobilità aperto a discussioni e modifiche

TsA propone un modello di mobilità alternativo all'attuale, basato essenzialmente sul trasporto pubblico, ma integrato anche da auto elettriche a guida automatica, passando dal concetto di proprietà a quello dell'uso dell'auto quando necessario. Un modello all'altezza dell'attuale sviluppo scientifico e tecnologico per dare un futuro sia alla Terra che alla stessa mobilità.

 

LE FINALITÀ

 

1

Ridurre di un terzo il contributo antropico all'effetto serra responsabile del riscaldamento e dei cambiamenti climatici del pianeta. Sommando infatti i gas serra del settore trasporti nella parte relativa alla mobilità privata e trasporto merci su gomma con quella dell'industria produttrice di auto si supera abbondantemente la quota di un terzo delle emissioni antropiche totali. 

2

Ridurre l'elevato numero di decessi e di malattie respiratorie nelle aree urbane esposte all'inquinamento atmosferico causato dal traffico veicolare.

3

Determinare nella società una diversa scala di valori legata alla salute, sostenibilità e qualità della vita, piuttosto che all'automobile e alla sua rappresentazione di status symbol.

4

Rimodulare alcuni desideri, associati ai valori dominanti, che sono alla base degli attuali modelli di produzione e consumo, nell'assunto che alcuni stili di vita dovranno essere necessariamente rivisti essendone la conclamata causa del riscaldamento globale e dell'inquinamento in tutte le sue forme.

5

Il modello alternativo dovrà essere in grado di proporsi, oltre che fattibile e desiderabile (ricordando Langer), anche come valore universale di civiltà, condivisibile in tutte le culture e come base di dialogo per una cultura unificante e universale della sostenibilità. Insomma, riassumendo, un modello di mobilità per dare un futuro sia alla Terra che alla mobilità stessa.

 

 

 

IL MODELLO

 

Realizzazione di un diffuso modello di mobilità sia in ambito urbano che extraurbano e regionale, basato soprattutto sul ferro declinato in tutte le sue forme: ferrovie, tranvie, funicolari, funivie.

I luoghi non raggiunti direttamente dal ferro saranno integrati da un trasporto pubblico su gomma che prevederà oltre il classico bus o filobus anche auto elettriche a guida automatica su chiamata. Tale servizio potrà essere offerto a costi ridotti o gratuito a chi in condizioni di riconosciuta invalidità, altrimenti in forma di abbonamento ad un servizio con costi proporzionali ai chilometraggi effettuati e al tempo di utilizzo. Tale servizio per il quale, a garanzia di sicurezza si dovrà essere registrati e autorizzati, potrà modularsi con diversi gradi di diritto e priorità nella chiamata.

Dalla proprietà si passerà quindi all'uso riducendolo tendenzialmente a quando e quanto necessario.

Le principali obiezioni previste avranno come argomenti principali:

la Privacy, la Libertà, le professioni e i liberi professionisti, Agenti di commercio, Artigiani, Medici, Infermieri ...

Alcune di queste categorie comunque potranno avere concessioni di abbonamenti più estensivi con priorità delle chiamate e con costi sostenuti in parte dallo stato, ma anche in diversi casi mantenere la proprietà di furgoni o altri mezzi legati alla propria attività.

I costi sociali e individuali complessivi, considerando anche le esternalità, saranno sicuramente minori dell'attuale modello basato sulla proprietà, con un parco auto che andrà a ridursi in quanto in funzione del solo utilizzo.

Una delle ipotesi è che si potrebbero acquistare pacchetti di chilometraggi da 1000 a suoi multipli con costi proporzionalmente crescenti sui quali riconoscere sconti con criteri da stabilire e dove ognuno avrà la sua carta chip con il proprio contatore di chilometri effettuati.

 

Il punto di equilibrio ottimale si raggiungerà quando il sistema avrà un costo per il cittadino pressoché equivalente all'attuale a parità di percorrenza media stimata attualmente intorno a 11.000 km/anno, ma proporzionalmente decrescenti o crescenti se al di sotto o al di sopra della media, incentivando quindi un minor uso dell'auto e dissuadendone usi eccessivi.

 

In quale misura ritenete che un tale modello, al di là della necessaria volontà politica e dell'altrettanto necessario consenso, o per dirla con Langer, della necessaria desiderabilità sociale, sia però anche tecnicamente realizzabile?

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L'integrazione ferro-gomma

TsA (Turismosenzauto) fa notare a Trenitalia che a fronte del pubblicizzato miglioramento della relazione Roma-Avezzano-Pescara (una delle ferrovie più lente d'Italia nella regione più verde d'Europa) permangono alcune vistose incongruenze nell'integrazione ferro-gomma costituente uno dei qualificanti obiettivi proposti. Per esempio il treno 3224 in partenza da Roma Termini alle 14,30 non garantisce in caso di ritardo lo scambio col bus ad Avezzano delle 16,15 per Pescasseroli o Villetta Barrea, prestigiose mete turistiche del Parco Nazionale d'Abruzzo. Il venerdi capita paradossalmente che il suddetto bus tarda nella partenza da Avezzano anche per più di mezz'ora perché in attesa di quello proveniente da Roma in ritardo per motivi dovuti al traffico veicolare.

 

Se fosse garantito lo scambio ferro-gomma ad Avezzano i viaggiatori che da Roma sono diretti verso Pescasseroli o Castel di Sangro preferirebbero, nel tratto Roma-Avezzano, il più comodo ed ecologico treno.

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L'insostenibile sostenibilità

Questi due articoli tratti dal WEB mi hanno fatto riflettere sui molti problemi di sostenibilità che noi umani ci troviamo di fronte e che non possiamo eludere o nasconderci.

http://ugobardi.blogspot.it/2016/10/come-ridurre-i-consumi-energetici-e.html

http://www.vvox.it/2016/12/04/clima-nemico-vero-non-e-trump/

 

Come uscire da queste contraddizioni?

Cosa devono fare cittadini e politica insieme ed in modo condiviso?

Cosa fare concretamente a partire dalle città che dovrebbero essere il primo laboratorio di civiltà e sostenibilità?

Partendo da città come Aleppo la strada sembra lunghissima, ma da lì il 25 dicembre è partito un bellissimo segnale: la messa di Natale celebrata con la partecipazione di alcuni musulmani.

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