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Ecologia - società - territorio - mobilità


Scienza:

GLI UOMINI POTREBBERO ESSERE TRA LE PRIME VITTIME

LA TERRA COMINCIA LA SESTA FASE DI ESTINZIONE DI MASSA. E LA COLPA È NOSTRA

Lo rivela un articolo pubblicato su Science Advances, che cita una ricerca della Duke University pubblicata nel 2014. Gli esseri umani sarebbero la causa della loro stessa fine"

Questa notizia insieme all'enciclica "Laudato si" sono cadute come una lieve pioggerellina, subito dimenticate dalla politica, dai cittadini e dai media. Sulle news di Google non sono più in evidenza. Il mondo e noi tutti abbiamo fretta di dimenticare e in Italia ci consoliamo, ripetendo il mantra che possiamo uscire dalla crisi riprendendo i consumi e riavviando l'economia grazie all'occasione favorevole del prezzo del petrolio.

Noi più fossili del petrolio!

NOTA:  nei commenti il campo richiesto del nome può essere compilato con                   "Anonimo" o nome inventato

L'irraggiungibile mobilità sostenibile

Così come nella regione più verde d'Europa abbiamo una Strada dei Parchi ma non una decente Ferrovia dei Parchi, così a Roma abbiamo il GRA ma non un completo anello ferroviario di pari livello. Evidente la supremazia della gomma, dei fossili, del consumo autostradale del suolo a discapito del ferro, sia in ambito urbano, con scarse metroferrotramvie, sia in ambito regionale, con ferrovie lasciate spesso a binario unico in totale indecenza.

Il primato dell'insostenibilità sulla sostenibilità,

dell'inquinamento sulla salute pubblica,

del trasporto privato su quello pubblico e collettivo.

Una garanzia per la qualità del nostro futuro e per contrastare i cambiamenti climatici, ma non disperiamo... almeno per Roma...

 

le faccine sorridenti nel portale del PUMS

sono pronte ad invertire la rotta!

 

A salvarci sarà il mercato con le sue salvifiche virtù e che ogni minuto ci bombarda con la pubblicità dei Suv e delle auto assecondando i desideri dei cittadini,

o sarà la politica nel proporre diversi stili di vita a costo di rendersi impopolare ma cominciando dall'insegnamento nelle scuole e comportandosi coerentemente nelle scelte?

Sul tavolo di un modello alternativo resta centrale la questione della desiderabilità sociale posta da Langer e tale questione la può affrontare solo la politica, o meglio, la Politica.

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Tre cose sul PUMS

1.

Penso che le città siano in stretta relazione con il loro hinterland, anzi gli spostamenti pendolari hanno ormai da tempo una dimensione regionale e non sono esclusivamente radiali ma anche periferici. C'è poi il turismo e le tante motivazioni per spostamenti occasionali come per esempio una visita medica all'ospedale di Valmontone. Qualcosa di più allegro? Un pranzo a Bracciano o Castel Gandolfo. Ci dobbiamo sempre inevitabilmente condannare all'uso insostenibile dell'auto?

Le linee metro andrebbero tutte possibilmente ampliate cercando scambi con linee ferroviarie regionali in punti periferici per alleggerire i nodi centrali come Termini.

La mia modesta visione è che occorre diminuire il numero delle auto in ingresso e uscita da Roma con punti scambio periferici ferro-ferro ma anche gomma-ferro intercettando le auto provenienti dalle autostrade e dalle strade consolari con il GRA funzionale a questo scambio. Rendendo più accessibile la città su scala regionale secondo me si limita il traffico urbano avvantaggiando il pendolarismo più interno. In sostanza credo che nel TP non ci debbano essere soluzioni di continuità o se preferite rotture di carico tra il TPL e TPR: l'uno è il respiro dell'altro.

2.

Un'altra mia convinzione è che occorre mettere nella testa della gente altri parametri nella scelta tra mezzo pubblico e privato. La cosa non può ridursi solo a confronti di tempo e di costi. Occorre considerare anche la quantità di CO2 e gli inquinanti che immettiamo nell'atmosfera, la sicurezza, la tranquillità e le minori preoccupazioni che teoricamente offrirebbero il TP.

Insomma a parità di tempo e costi, ma anche con tempi leggermente superiori o un tantino più disagevole andrebbe preferito, quando possibile, il TP se questo ci consente di immettere nell'atmosfera qualche chilo in meno di CO2. Anche nella mobilità restiamo sempre cittadini responsabili del nostro futuro.

3.

Il portale del PUMS non mi convince molto nell'accessibilità, ricerca, voti, mi sembra più funzionale addirittura quello del Piano Mobilità Lazio. Entrambi comunque mi sembrano contenitori WEB del malcontento dei cittadini con l'illusione che si stia partecipando a qualche cosa. Grandi svolte non le ho ancora viste sul piano del TP, né a livello urbano né a livello regionale. I numeri mi dicono che gli investimenti sono sempre prevalentemente su strade e autostrade a discapito del trasporto su ferro.

Anzi la situazione mi sembra in alcuni casi in netto peggioramento, basta guardare a quanto accaduto a Frosinone dove il Terminal bus per i comuni dell'hinterland che prima era attiguo e funzionale alla stazione ferroviaria è stato spostato a 500 metri di distanza con un percorso pedonale inesistente. Un colpo al cuore dell'integrazione ferro-gomma su cui si basa il TP e sul quale si spendono tante parole, ma non disperiamo, come con Mammasantissima tutto è nelle mani dei cittadini, nelle nostre risposte corali.

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Presadiretta

La puntata di ieri, splendida anche questa nell'evidenziare e mettere a fuoco i nodi centrali di questo paese, è direttamente collegata alla precedente. 

In un post ponevo le domande: Perché nella regione più verde d'Europa, con ben tre parchi naturali (tra i quali quello oggetto del Vostro servizio), troviamo una "Strada dei Parchi" ma non una valida, efficiente e più sostenibile "Ferrovia dei Parchi"?

Perché nelle infrastrutture del trasporto si privilegia un insostenibile consumo di suolo prevalentemente autostradale mentre si lasciano a binario unico ed in condizioni pietose molte ferrovie regionali?

Ecco, le risposte le ho avute dalla puntata di ieri dove qualcuno ha detto che sono determinati poteri a decidere cosa e dove costruire sul territorio.

Con la puntata di ieri abbiamo le risposte anche per Licata, il comune con 17mila immobili irregolari e con amministratori pubblici intimiditi e minacciati di morte, dove infatti l'ex sindaco afferma: "Questa intimidazione è il segnale chiaro, inequivocabile, che le istituzioni devono iniziare a fare squadra e che la politica deve tornare a governare il territorio e non andare alla ricerca del consenso. Non si possono lasciare i sindaci da soli a porre rimedio a 30 anni di abbandono del territorio". 

Il dissesto idrogeologico con conseguenti frane, smottamenti, alluvioni , stragi di vite umane, non si inquadra perfettamente nella puntata di ieri?

Forse anche il mio caso di invivibilità residenziale in un quartiere periferico di Roma, trova spiegazione e indicazioni di soluzione nella puntata di ieri.

Una situazione di invivibilità che trova origine dall'autorizzazione del comune a costruire un grande distributore di carburanti fossili con annessi compressori di Gpl e metano per autotrazione (una struttura funzionale al trasporto privato in una città con alti tassi di motorizzazione), a ridosso di abitazioni acquistate come prima casa sostituendo un'area verde ed alberata che dava pregio ambientale con una isola di calore cementata le cui conseguenze sono facili da immaginare: inquinamento acustico per effetto dei compressori vicinissimi alle abitazioni, dispersione di gas che spesso impediscono l'apertura delle finestre, aumento dell'inquinamento atmosferico da traffico e COV, diminuzione del valore degli immobili oltre al danno paesaggistico. 

Il nodo centrale insomma è nel Governo del Territorio. Finché il territorio è in mano a poteri ed interessi che non rappresentano l'intera cittadinanza e nulla hanno a che fare con il bene comune, non vi potrà mai essere nessuna garanzia di legalità, sicurezza, vivibilità e sostenibilità nello sviluppo sia dei territori che delle città.

Nella puntata si è visto un coraggioso imprenditore dire: "Lo stato siamo noi, cominciamo a fare!".

Ecco, servono risposte corali espresse da una comunanza di cittadini, non bastano le risposte individuali. La politica libera e sovrana deve tornare a governare il territorio nell'interesse di tutti i cittadini, del capitale umano e naturale, e della nostra stessa sopravvivenza.

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Il Bollo Auto progressivo

Cosa ne pensate della proposta del Bollo Auto progressivo, in discussione al Senato, calcolato in base al tasso di inquinamento?

Già è insorta la destra accusando il governo di colpire in tal modo la parte più economicamente debole della popolazione, proprietaria di autoveicoli vecchi e inquinanti, contravvenendo ai principi ispiratori della sinistra. Peccato però che la destra non si accorge delle proprie contraddizioni ambientali palesando quella sua tipica miope visione che guarda alle cose decontestualizzandole da sistemi ben più complessi, quali quelli ecologici dei quali fanno parte, per evitare strumentalmente di farne i conti, ma che purtroppo già ci stanno presentando il conto con siccità, alluvioni, incendi, uragani, variazioni spiacevoli del clima.

Qui si palesa il tipico scontro tra l'economia e l'ambiente dove emergono tutte le contraddizioni di una società gasserrante nella sfida ai cambiamenti climatici.

La questione fa discutere anche perché è stato osservato che se tale provvedimento spinge all'acquisto di auto nuove e meno inquinanti è pur vero che la produzione di auto nuove richiede energia con conseguente ulteriore inquinamento e produzione di CO2.

La questione del Bollo Auto, nella proposta, costituirà comunque per i cittadini, la politica, l'insieme della società, un vero banco di prova della reale volontà e capacità di contrastare i cambiamenti climatici anche nella revisione dei nostri stili di vita.

La destra e il suo popolo stanno già dando il meglio di se: andatevi a leggere gli "illuminati" commenti sul ilgiornale.it e su liberoquotidiano.it dove qualcuno asserisce che con tale provvedimento si estinguerà la sinistra senza però considerare che il vero rischio, in assenza di provvedimenti, è l'estinzione della specie umana.

La sinistra non è da molto meno mancando spesso di coraggio e coerenza, arrendendosi facilmente.

Andatevi anche a leggere nel Web i commenti e le reazioni degli ambienti economici e culturali: vere cartine di tornasole del tasso ecologico italiano.

L'obiezione che molti faranno è che l'auto incide solo per un terzo circa del contributo antropico all'effetto serra e pertanto non si venga a rompere le scatole agli automobilisti ma si iniziasse a intervenire sugli altri due terzi. Questa prevedibile obiezione mi richiama alla mente il famoso mediatore culturale, ora licenziato, quello di "è un atto peggio ma solo all'inizio", poi ci si abitua. Un modo per stravolgere le cose minimizzandole per non riconoscerle nella loro reale gravità.

Comunque tutti siamo responsabili del quotidiano stupro della Terra e un nodino è venuto al pettine: il Bollo Auto progressivo!

La mia opinione è che l'auto a livello di massa è incompatibile con l'ambiente. Altrimenti non si spiegherebbero i vari tentativi di arginarla e limitarla nelle aree urbane, in zone di pregio ambientale e artistico, nei Parchi Naturali o in territori Patrimonio dell'Umanità, né si spiegherebbero i vari Euro 4, Euro 5... e neanche le Domeniche Ecologiche senza Auto, quando invece occorrerebbe una Mobilità senza Auto. Nessuno ci obbliga al suo acquisto. L'unica alternativa praticabile per tutti e non solo per i più economicamente deboli è il Trasporto Pubblico che i cittadini devono pretendere a livelli 5 stelle. Chi si ostinerà ad usarla dovrà pagarne le conseguenze proporzionalmente all'uso e al livello di inquinamento prodotto.

Se questo provvedimento legislativo costituisce solamente un disincentivo all'uso di auto vecchie ed inquinanti per fare PIL incentivando l'acquisto di auto nuove e meno inquinanti, troverei la cosa ben misera. Auspico invece che costituisca anche un disincentivo all'uso dell'auto contestualmente ad un incentivo all'uso del TP nel quale, a compensazione del provvedimento che per molti potrà costituire un aumento, si dovranno fare maggiori e più coraggiosi investimenti offrendo una immagine più equa e sostenibile.

 

Nello specifico del provvedimento chiedo:

non si potrebbe pagare anche in relazione all'uso o al chilometraggio?

 

Tutte le domande aperte:

La proposta del Bollo Auto progressivo è un provvedimento rivoluzionario come nelle intenzioni del legislatore?

Sarà utile a sensibilizzare i cittadini sul tema della sostenibilità ambientale?

Va in direzione del BES?

Risponde al principio che chi inquina paga?

Sarà in grado di rendere le nostre città più respirabili disincentivando l'auto privata in favore del Trasporto Pubblico?

Oppure risponde solo alla logica del rinnovo del Parco Auto in favore del PIL?

Quali sono le Vostre opinioni in merito?

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La società gasserrante ...tra sogni, visioni e utopie

Pur non possedendo specifiche competenze il tema della mobilità e dei trasporti mi affascina da diversi anni soprattutto per la sua speciale caratteristica di essere al centro di un vasto intreccio di relazioni con tanti altri temi che determineranno la qualità della vita del nostro futuro: stili di vita, politica, investimenti pubblici e privati, infrastrutture, urbanistica, territorio, cambiamenti climatici, economia e turismo.

La questione centrale resta però, a mio avviso, quella del superamento dell'automobile privata, o quanto meno di una sua drastica riduzione, non solamente nelle aree urbane.

Non credo alla possibilità di un duplice e separato sviluppo tra il trasporto privato e quello pubblico, non c'è spazio per la coesistenza di entrambi su piani separati.

L'automobile dovrà integrarsi con il TP non in sostituzione ma in funzione di esso.

Nella mia visione (da ipovedente) la progettazione delle metropolitane non deve essere intesa come un modo per lasciare indisturbato il traffico veicolare di superficie consentendogli ingorghi, congestioni, produzione di inquinamento atmosferico e gas serra, ma al contrario dovrà essere accompagnata da pedonalizzazioni, linee tranviarie, filobus, corsie preferenziali, in un complessivo ridisegno delle città che dovrà passare da una progettazione in funzione dell'automobile ad una progettazione in funzione del cittadino. Dove c'è il ferro su sede propria non c'è la gomma ecco perché la Termini-Giardinetti deve essere non solo mantenuta ma sviluppata. Il ritornello della sua sovrapposizione alla metro C è una emerita stracazzata funzionale all'eterno dominio dell'automobile ed ad una società ... gasserrante!

Veniamo ora ad una serie di domande in riferimento al problema del superamento dell'automobile.

  1. Come porre tale problema, riguardo determinate categorie di cittadini, ad esempio le infermiere e madri, alle prese con il lavoro (con turni anche notturni o reperibilità), la scuola, i figli, la spesa, le vacanze con bagagli e animali al seguito? Come pensare di risolvere il problema in relazione anche alla sicurezza soprattutto serale e notturna? Son questi i tipici problemi che mantengono saldo il dominio dell'automobile.
  2. Un parco di auto elettriche a guida automatica e di proprietà pubblica, opportunamente dimensionato alla città, con sistemi di contabilizzazione chilometrica o forme di abbonamento attraverso chip card, affiancato e integrato ad un TP incentrato sul ferro con alti livelli di efficienza potrebbe essere un modello proponibile e sostenibile? O altrimenti quali ne sarebbero le criticità?
  3. In un parco auto privato urbano, senza criteri di limiti dimensionali e pertanto soggetto a congestionamento, il problema EROEI si porrebbe anche nell'ipotesi di esclusivo utilizzo di vetture elettriche?
  4. In termini ecoenergetici e di ecoefficienza si potrebbe affermare, magari con qualche forzatura, che il Trasporto privato sta al TP come il riscaldamento autonomo delle nostre case sta al riscaldamento centralizzato o meglio alla cogenerazione o microgenerazione?

 

Una riflessione: L'uomo sta rendendo invivibile il pianeta, ma nel contempo riesce a rendere invivibili anche alcune città: una di queste è Roma.

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La società gasserrante ...tra sogni, visioni e utopie

Pur non possedendo specifiche competenze il tema della mobilità e dei trasporti mi affascina da diversi anni soprattutto per la sua speciale caratteristica di essere al centro di un vasto intreccio di relazioni con tanti altri temi che determineranno la qualità della vita del nostro futuro: stili di vita, politica, investimenti pubblici e privati, infrastrutture, urbanistica, territorio, cambiamenti climatici, economia e turismo.

La questione centrale resta però, a mio avviso, quella del superamento dell'automobile privata, o quanto meno di una sua drastica riduzione, non solamente nelle aree urbane.

Non credo alla possibilità di un duplice e separato sviluppo tra il trasporto privato e quello pubblico, non c'è spazio per la coesistenza di entrambi su piani separati.

L'automobile dovrà integrarsi con il TP non in sostituzione ma in funzione di esso.

Nella mia visione (da ipovedente) la progettazione delle metropolitane non deve essere intesa come un modo per lasciare indisturbato il traffico veicolare di superficie consentendogli ingorghi, congestioni, produzione di inquinamento atmosferico e gas serra, ma al contrario dovrà essere accompagnata da pedonalizzazioni, linee tranviarie, filobus, corsie preferenziali, in un complessivo ridisegno delle città che dovrà passare da una progettazione in funzione dell'automobile ad una progettazione in funzione del cittadino. Dove c'è il ferro su sede propria non c'è la gomma ecco perché la Termini-Giardinetti deve essere non solo mantenuta ma sviluppata. Il ritornello della sua sovrapposizione alla metro C è una emerita stracazzata funzionale all'eterno dominio dell'automobile ed ad una società ... gasserrante!

Veniamo ora ad una serie di domande in riferimento al problema del superamento dell'automobile.

  1. Come porre tale problema, riguardo determinate categorie di cittadini, ad esempio le infermiere e madri, alle prese con il lavoro (con turni anche notturni o reperibilità), la scuola, i figli, la spesa, le vacanze con bagagli e animali al seguito? Come pensare di risolvere il problema in relazione anche alla sicurezza soprattutto serale e notturna? Son questi i tipici problemi che mantengono saldo il dominio dell'automobile.
  2. Un parco di auto elettriche a guida automatica e di proprietà pubblica, opportunamente dimensionato alla città, con sistemi di contabilizzazione chilometrica o forme di abbonamento attraverso chip card, affiancato e integrato ad un TP incentrato sul ferro con alti livelli di efficienza potrebbe essere un modello proponibile e sostenibile? O altrimenti quali ne sarebbero le criticità?
  3. In un parco auto privato urbano, senza criteri di limiti dimensionali e pertanto soggetto a congestionamento, il problema EROEI si porrebbe anche nell'ipotesi di esclusivo utilizzo di vetture elettriche?
  4. In termini ecoenergetici e di ecoefficienza si potrebbe affermare, magari con qualche forzatura, che il Trasporto privato sta al TP come il riscaldamento autonomo delle nostre case sta al riscaldamento centralizzato o meglio alla cogenerazione o microgenerazione?

 

Una riflessione: L'uomo sta rendendo invivibile il pianeta, ma nel contempo riesce a rendere invivibili anche alcune città: una di queste è Roma.

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Un modello alternativo di Mobilità aperto a discussioni e modifiche

TsA propone un modello di mobilità alternativo all'attuale, basato essenzialmente sul trasporto pubblico, ma integrato anche da auto elettriche a guida automatica, passando dal concetto di proprietà a quello dell'uso dell'auto quando necessario. Un modello all'altezza dell'attuale sviluppo scientifico e tecnologico per dare un futuro sia alla Terra che alla stessa mobilità.

 

LE FINALITÀ

 

1

Ridurre di un terzo il contributo antropico all'effetto serra responsabile del riscaldamento e dei cambiamenti climatici del pianeta. Sommando infatti i gas serra del settore trasporti nella parte relativa alla mobilità privata e trasporto merci su gomma con quella dell'industria produttrice di auto si supera abbondantemente la quota di un terzo delle emissioni antropiche totali. 

2

Ridurre l'elevato numero di decessi e di malattie respiratorie nelle aree urbane esposte all'inquinamento atmosferico causato dal traffico veicolare.

3

Determinare nella società una diversa scala di valori legata alla salute, sostenibilità e qualità della vita, piuttosto che all'automobile e alla sua rappresentazione di status symbol.

4

Rimodulare alcuni desideri, associati ai valori dominanti, che sono alla base degli attuali modelli di produzione e consumo, nell'assunto che alcuni stili di vita dovranno essere necessariamente rivisti essendone la conclamata causa del riscaldamento globale e dell'inquinamento in tutte le sue forme.

5

Il modello alternativo dovrà essere in grado di proporsi, oltre che fattibile e desiderabile (ricordando Langer), anche come valore universale di civiltà, condivisibile in tutte le culture e come base di dialogo per una cultura unificante e universale della sostenibilità. Insomma, riassumendo, un modello di mobilità per dare un futuro sia alla Terra che alla mobilità stessa.

 

 

 

IL MODELLO

 

Realizzazione di un diffuso modello di mobilità sia in ambito urbano che extraurbano e regionale, basato soprattutto sul ferro declinato in tutte le sue forme: ferrovie, tranvie, funicolari, funivie.

I luoghi non raggiunti direttamente dal ferro saranno integrati da un trasporto pubblico su gomma che prevederà oltre il classico bus o filobus anche auto elettriche a guida automatica su chiamata. Tale servizio potrà essere offerto a costi ridotti o gratuito a chi in condizioni di riconosciuta invalidità, altrimenti in forma di abbonamento ad un servizio con costi proporzionali ai chilometraggi effettuati e al tempo di utilizzo. Tale servizio per il quale, a garanzia di sicurezza si dovrà essere registrati e autorizzati, potrà modularsi con diversi gradi di diritto e priorità nella chiamata.

Dalla proprietà si passerà quindi all'uso riducendolo tendenzialmente a quando e quanto necessario.

Le principali obiezioni previste avranno come argomenti principali:

la Privacy, la Libertà, le professioni e i liberi professionisti, Agenti di commercio, Artigiani, Medici, Infermieri ...

Alcune di queste categorie comunque potranno avere concessioni di abbonamenti più estensivi con priorità delle chiamate e con costi sostenuti in parte dallo stato, ma anche in diversi casi mantenere la proprietà di furgoni o altri mezzi legati alla propria attività.

I costi sociali e individuali complessivi, considerando anche le esternalità, saranno sicuramente minori dell'attuale modello basato sulla proprietà, con un parco auto che andrà a ridursi in quanto in funzione del solo utilizzo.

Una delle ipotesi è che si potrebbero acquistare pacchetti di chilometraggi da 1000 a suoi multipli con costi proporzionalmente crescenti sui quali riconoscere sconti con criteri da stabilire e dove ognuno avrà la sua carta chip con il proprio contatore di chilometri effettuati.

 

Il punto di equilibrio ottimale si raggiungerà quando il sistema avrà un costo per il cittadino pressoché equivalente all'attuale a parità di percorrenza media stimata attualmente intorno a 11.000 km/anno, ma proporzionalmente decrescenti o crescenti se al di sotto o al di sopra della media, incentivando quindi un minor uso dell'auto e dissuadendone usi eccessivi.

 

In quale misura ritenete che un tale modello, al di là della necessaria volontà politica e dell'altrettanto necessario consenso, o per dirla con Langer, della necessaria desiderabilità sociale, sia però anche tecnicamente realizzabile?

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L'integrazione ferro-gomma

TsA (Turismosenzauto) fa notare a Trenitalia che a fronte del pubblicizzato miglioramento della relazione Roma-Avezzano-Pescara (una delle ferrovie più lente d'Italia nella regione più verde d'Europa) permangono alcune vistose incongruenze nell'integrazione ferro-gomma costituente uno dei qualificanti obiettivi proposti. Per esempio il treno 3224 in partenza da Roma Termini alle 14,30 non garantisce in caso di ritardo lo scambio col bus ad Avezzano delle 16,15 per Pescasseroli o Villetta Barrea, prestigiose mete turistiche del Parco Nazionale d'Abruzzo. Il venerdi capita paradossalmente che il suddetto bus tarda nella partenza da Avezzano anche per più di mezz'ora perché in attesa di quello proveniente da Roma in ritardo per motivi dovuti al traffico veicolare.

 

Se fosse garantito lo scambio ferro-gomma ad Avezzano i viaggiatori che da Roma sono diretti verso Pescasseroli o Castel di Sangro preferirebbero, nel tratto Roma-Avezzano, il più comodo ed ecologico treno.

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L'insostenibile sostenibilità

Questi due articoli tratti dal WEB mi hanno fatto riflettere sui molti problemi di sostenibilità che noi umani ci troviamo di fronte e che non possiamo eludere o nasconderci.

http://ugobardi.blogspot.it/2016/10/come-ridurre-i-consumi-energetici-e.html

http://www.vvox.it/2016/12/04/clima-nemico-vero-non-e-trump/

 

Come uscire da queste contraddizioni?

Cosa devono fare cittadini e politica insieme ed in modo condiviso?

Cosa fare concretamente a partire dalle città che dovrebbero essere il primo laboratorio di civiltà e sostenibilità?

Partendo da città come Aleppo la strada sembra lunghissima, ma da lì il 25 dicembre è partito un bellissimo segnale: la messa di Natale celebrata con la partecipazione di alcuni musulmani.

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Il futuro dei bambini

Il futuro sostenibile non dipende solo dallo sviluppo sostenibile, dalla salubrità dell'acqua e dell'aria o dalla green economy ma anche dall'amore che riversiamo verso i bambini, dalla salute, educazione e istruzione che siamo in grado di offrirgli.

Un bambino con un ghigno espresso sul volto e con un mitra in mano non assicura nessun futuro all'umanità ed è quanto di più lontano possa esserci dalla vita e dalla bellezza del mondo.

Quel bambino non amato e rispettato lo abbiamo già ucciso nell'anima e nella psiche, non farà più parte della bellezza del mondo e neanche potrà più vederla al suo orizzonte. Quel bambino fa parte dei peggiori crimini che pesano insieme alle guerre sulla coscienza dell'umanità.

Ogni riferimento alla "Paranza dei bambini", a "Robinù", ai bambini arruolati dai jihadisti, a tutti quelli abusati, usati, sfruttati, non amati e rispettati è lecito.

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