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Ecologia   società   territorio   mobilità


Scienza:

GLI UOMINI POTREBBERO ESSERE TRA LE PRIME VITTIME.

LA TERRA COMINCIA LA SESTA FASE DI ESTINZIONE DI MASSA.

E LA COLPA È NOSTRA

Lo rivela un articolo pubblicato su Science Advances, che cita una ricerca della Duke University pubblicata nel 2014. Gli esseri umani sarebbero la causa della loro stessa fine"

Questa notizia insieme all'enciclica "Laudato si" sono cadute come una lieve pioggerellina, subito dimenticate dalla politica, dai cittadini e dai media. Sulle news di Google non sono più in evidenza. Il mondo e noi tutti abbiamo fretta di dimenticare e in Italia ci consoliamo, ripetendo il mantra che possiamo uscire dalla crisi riprendendo i consumi e riavviando l'economia grazie all'occasione favorevole del prezzo del petrolio.

Noi più fossili del petrolio!

NOTA:

Nei commenti il campo richiesto del nome può essere liberamente compilato, anche con "Anonimo".

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La cura del Ferro 2

Ecco dove secondo me viene bene espresso il contesto socio-politico-culturale-mediatico nel quale si colloca la riapertura della Roma-Giardinetti.

Lo stesso Presidente della Regione Lazio ammette che "grazie" all'A24 migliaia di autovetture entrano quotidianamente a Roma. Sono i "pendolari" residenti nei vari comuni a Est di Roma e dell'Abruzzo. Peccato che con l'occasione nessun cenno venga fatto alla ferrovia fantasma che scorre quasi parallela alla Strada dei Parchi.

Giustamente viene osservato che per quelle migliaia di pendolari è preferibile utilizzare la propria auto sull'autostrada anziché produrre un inquinamento ben maggiore percorrendo la consolare Tiburtina. Utilizzare l'auto per raggiungere la più vicina stazione ferroviaria sembra un concetto totalmente alieno, fuori tema, non è certo questo il momento di trattare l'integrazione ferro-gomma.

L'ecologia, la mobilità sostenibile a 360 gradi è pura utopia, attende un altro turno.

Non sono solo i nostri territori ad aver bisogno di una Cura del Ferro! 

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Meglio il TP

Fra i tanti validi motivi che ci consigliano l'utilizzo del TP in occasione dei nostri viaggi, eccone alcuni tratti dalla recente cronaca:

Da LA STAMPA

Quando riusciremo ad abbandonare i combustibili fossili?

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Le risposte che non arrivano

Non ho ancora ricevuto risposte alle domande che rivolgevo ad ingegneri ben più competenti di me sulla fattibilità di un modello alternativo di mobilità basato sul trasporto pubblico integrato e completato da un parco auto pubblico.

La domanda preliminare che ponevo era se un sistema di servizio collettivo o centralizzato di qualsivoglia natura fosse sempre superiore e comunque più evoluto in termini di efficienza, costi e sostenibilità rispetto alle soluzioni individuali o autonome.

Come nel caso dell'acqua, dell'energia, del riscaldamento, mi chiedevo se anche per la mobilità si possa affermare una maggiore efficienza e sostenibilità in un servizio collettivo quale il TP piuttosto che in soluzioni individuali e autonome come l'automobile.

Naturalmente affinché il trasporto privato possa essere sostituito dal TP occorre per quest'ultimo una evoluzione tale che il necessario grado di flessibilità e capillarità dell'ultimo miglio venga raggiunto con l'integrazione di un parco auto elettrico che anziché privato sia pubblico e utilizzato con opportune forme di abbonamento e chip card, una estensione e sviluppo pubblico del car sharing, l'auto condivisa. Le categorie professionali autonome che necessitano dei mezzi (furgoni o altro) per il proprio lavoro manterranno la proprietà studiando opportune fiscalizzazioni.

Il comunismo idealizzava il superamento della proprietà borghese nelle sue forme di sfruttamento, io più modestamente ma ecologicamente propongo il superamento della proprietà dell'auto vista finora come acritica necessità. Oppure detta in altri termini: se San Francesco che amava la natura e la bellezza del creato si sbarazzò dei propri averi e delle vesti, io più semplicemente propongo di sbarazzarsi dell'auto o quanto meno di un suo uso eccessivo, superfluo e dannoso a cominciare dalle aree urbane.

È realistico?

Precedenti post:

La società gasserrante

Un modello alternativo di mobilità

 

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Il Suolo sono io

Il suolo, la pelle viva della Terra alla quale infliggiamo ferite profonde, ma dalla quale dipende la nostra vita in un espressivo monologo di Riccardo Mei.

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