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Ecologia   società   territorio   mobilità


Scienza:

GLI UOMINI POTREBBERO ESSERE TRA LE PRIME VITTIME.

LA TERRA COMINCIA LA SESTA FASE DI ESTINZIONE DI MASSA.

E LA COLPA È NOSTRA

Lo rivela un articolo pubblicato su Science Advances, che cita una ricerca della Duke University pubblicata nel 2014. Gli esseri umani sarebbero la causa della loro stessa fine"

Questa notizia insieme all'enciclica "Laudato si" sono cadute come una lieve pioggerellina, subito dimenticate dalla politica, dai cittadini e dai media. Sulle news di Google non sono più in evidenza. Il mondo e noi tutti abbiamo fretta di dimenticare e in Italia ci consoliamo, ripetendo il mantra che possiamo uscire dalla crisi riprendendo i consumi e riavviando l'economia grazie all'occasione favorevole del prezzo del petrolio.

Noi più fossili del petrolio!

NOTA:

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Report: I Signori delle Autostrade

Parliamoci chiaro: La mobilità senz'auto si fonda prevalentemente su un efficiente trasporto pubblico sviluppato soprattutto su ferro e non solo in ambito urbano ma anche a livello provinciale, regionale e interregionale, senza soluzioni di continuità. La bici trova la sua più naturale sponda nel ferro: non mi convincono quelli che nei weekend caricano le bici sul Suv e vanno poi a fare sfoggio di ecologia in località e contrade periferiche o lontane dalle città. Gli anziani, gli ipovedenti, i disabili, chi non risiede in pianura hanno comunque il diritto ad una mobilità basata sul trasporto pubblico senza obblighi di acquisto di mezzi privati (bici elettriche comprese), né oneri assicurativi o altre spese oltre quelle dell'abbonamento al TP, il diritto ad una mobilità che guarda caso è quella sostenibile per tutti. La bici insomma trova un più naturale contesto al suo sviluppo nel trasporto pubblico.

Esattamente tutto il contrario di quello che si sta facendo nel nostro paese.

Avete visto la puntata di Report sulle autostrade?

ALLUCINANTE! : i concessionari delle autostrade insieme agli amministratori pubblici formano un blocco di potere politico ed economico che condiziona la mobilità su un modello insostenibile anche per le disattese valutazioni sull'impatto ambientale. Si arriva ad incentivare l'uso dell'auto sovrastimando ipotetici flussi di traffico veicolare per giustificare la spesa pubblica e gli investimenti sulle autostrade a tutto vantaggio di pochi gruppi privati ma a danno dell'ambiente, del territorio, della superficie agricola, delle falde acquifere e dei tanti cittadini che con la fiscalità e i pedaggi sostengono queste insostenibili opere. 

Ma ancora più allucinante lo stesso Report che nella puntata trattando dell'A24 e dell'A25 (le famose strade dei Parchi del gruppo Toto) non fa il minimo cenno alla ferrovia Roma-Pescara che le scorre accanto e che resta nel suo stato ottocentesco in desolante abbandono. Allucinante il fatto che parlando dei PENDOLARI dell'autostrada in riferimento a località come Lunghezza, Ponte di Nona, Tivoli, Vicovaro Mandela, Avezzano non venga minimamente citata la ferrovia come valida alternativa sostenibile ignorando o non informando che tutte le suddette località hanno la loro storica stazione ferroviaria.su quella linea. In chiusura viene fatto solo un fugace accenno alle ferrovie regionali che invece della cura del ferro ricevono la cura del legno (quel famoso tassello di legno!).

La puntata di Report avrebbe avuto un ben altro respiro e altro senso se contestualmente alle autostrade avesse parlato anche delle ferrovie regionali quando utile ad evidenziare l'insostenibile squilibrio modale, tanto più che nella puntata si è fatto cenno alle normative che destinano una quota dei proventi dei pedaggi ad un fondo a sostegno delle ferrovie, quei 650 milioni di Euro accantonati che i concessionari non hanno mai versato allo Stato.

D'Alfonso il governatore dell'Abruzzo amico di Toto sostiene che una quota dei canoni di concessione anziché allo Stato resti invece nelle mani del concessionario per diminuire i costi dei pedaggi. 

Diversamente non si potrebbe destinare tali somme al miglioramento della linea ferroviaria Roma-Pescara a vantaggio dei pendolari, dei turisti e del territorio? Incentivando quindi una mobilità più sostenibile anziché quella decisamente insostenibile della gomma anche per quanto riguarda il trasporto merci? 

Le Regioni, lo Stato, sembra che non stiano sui binari della sostenibilità: qui pertanto vedo centrato il nodo politico sul modello di sviluppo e di correlata mobilità più ancora che parlare solo di bici e mobilità nelle aree urbane.

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Qual'è oggi il ruolo e il compito della Politica?

Il giornalista Paragone entrato nel M5S individua nelle piccole e medie imprese, in quanti vi lavorano e nel credito bancario il tema centrale dell'economia e della politica.

Questo secondo me non può bastare.

Occuparsi della sola economia come fosse un ente astratto e autonomo senza rapporti con l'ambiente e il territorio è una operazione che non ha alcun senso perché non fa i conti con la realtà. Parimenti una politica che separa l'economia dall'ambiente è una fuga dalla realtà che non ha futuro e ci predispone a pagare alti costi sociali e ambientali. Infatti per me la realtà è ben altra cosa: sono i cambiamenti climatici, le migrazioni indotte da cause ambientali oltre che dalle guerre, la desertificazione fisica e morale, gli squilibri sociali generati dal nostro egemonico modello di sviluppo che ben presto richiederà due pianeti per essere sostenuto quando a disposizione ne abbiamo solo uno da custodire e preservare. Non basta stare con i piedi per terra, sulla Terra occorre starci anche con la testa e con il cuore per cogliere l'insieme dei problemi dell'umanità. La storia dell'uomo è una storia di rapporti con il territorio e le sue risorse. L'economia etimologicamente secondo alcuni deriva dal greco "oikos" e "nomòs" e non "nòmos" come comunemente ritenuto. Alla differenza dell'accento tonico corrispondono due significati:  "pascolo" nel primo caso mentre "norma" o "legge" nel secondo. Quindi in origine l'economia si legava al territorio e non si astraeva da esso, si poneva il fine di migliorare la qualità della vita umana e il suo sostentamento attraverso il lavoro di trasformazione e utilizzo delle sue risorse naturali, in primis per l'alimentazione. Quando però si perde di vista questa finalità e iniziano a prevalere appetiti di ricchezza e di potere, quando i nostri stili di vita non sanno più relazionarsi in misura equa e sostenibile con il prossimo e l'ambiente, l'uomo perde se stesso e il suo futuro. I disastri ambientali e sociali sono lì a testimoniarlo, la corruzione, la mafia e il malgoverno ne fanno il degno contorno.

Certamente le grandi imprese industriali e chimiche son le sole che possono provocare disastri ambientali (ecomafie a parte), ma c'è da osservare che molto spesso le piccole e medie imprese operano a supporto e nell'indotto di queste grandi imprese e comunque sempre all'interno di un determinato modello di sviluppo.

 

Qual'è oggi il ruolo e il compito della politica?

Secondo me nel cercare di tenere insieme, in un equilibrio sostenibile, il lavoro, le imprese, l'economia con il territorio, le infrastrutture, la mobilità, l'ambiente, i servizi pubblici, la salute e la sicurezza, riducendo al minimo i costi sociali e ambientali. 

Per fare questo occorre come premessa che la politica assuma un potere normativo e regolatore sulla finanza anziché esserne servile strumento.

Prima di parlare di lavoro e impresa dobbiamo decidere in che rapporto vogliamo stare con l'ambiente e il territorio assumendo il governo di quest'ultimo e decidere come vogliamo viverci. Il disegno del paesaggio, le infrastrutture, gli insediamenti residenziali e produttivi sul territorio come anche la sua manutenzione e il dissesto idrogeologico fanno parte di questo capitolo dove molte imprese avranno il loro stabile ruolo. Se saltiamo questo capitolo saremo capaci solo di inseguire le emergenze aumentando le diseguaglianze e gli squilibri sociali insieme ai disastri ambientali.

La sinistra per le sue storiche sensibilità mi sembra la più attrezzata idealmente a questi compiti.

 

Qual'è oggi l'essenza e il ruolo della sinistra?

In estrema sintesi è nello sviluppo sostenibile e quindi nel cercare di non dissociare l'economia, il lavoro e l'impresa dall'ambiente e dal territorio.

Un altro compito è quello di sviluppare una coscienza umana responsabile in pari misura dei nostri simili e del pianeta terra che ci permette la vita.

La sinistra dovrebbe garantire una crescita economica, sociale e civile attraverso politiche pubbliche coordinate in un progetto unificante e identitario democraticamente condiviso e partecipato. Dovrebbe affermare e proporre servizi pubblici sempre più efficienti e attrattivi in sostituzione e risposta alle soluzioni individuali, autonome e socialmente più costose. Un esempio fra questi è il trasporto pubblico con il riequilibrio modale e infrastrutturale della mobilità, al crocevia di uno sviluppo sostenibile.

Chiediamo troppo alla sinistra oppure è questo esattamente il suo compito?

 

Soffermandoci sull'attuale panorama politico italiano alla vigilia delle elezioni c'è da osservare l'assenza di una grande forza di sinistra in quanto tale capace di assumersi questo compito. C'è un PD che si caratterizza come un partito di centro più che di sinistra. C'è un M5S che non si riconosce in queste categorie e viene accusato dalle altre forze politiche e da molti cittadini di incompetenza e incapacità politica, istituzionale e amministrativa. Osservo però che dalla sua ha la correttezza. l'onestà e una credibile moralità pubblica perché coerentemente dimostrata dai suoi parlamentari nel sostegno del bene comune e del pubblico interesse nonché dalla rinuncia ad alcuni privilegi economici. In un paese così disastrato e sconquassato dalla corruzione e dal malgoverno tali garanzie, se pur da sole, costituiscono certamente le irrinunciabili premesse alla sua ricostruzione morale e civile. Le competenze se unite alla corruzione, al malgoverno o interessi di parte servono a ben poco mentre l'onestà e la trasparenza sono capaci di attrarre le competenze e valorizzarle nell'interesse dei cittadini.

Tornando ai programmi e confrontando quello del PD con quello del M5S, in particolare sul capitolo trasporti e mobilità, non emergono significative differenze: le analisi, le soluzioni proposte e le finalità sono simili, quello del M5S appare però più articolato e più completo di diagrammi, ma entrambi puntano allo sviluppo ferroviario e a trasferire quote di passeggeri e merci dalla gomma al ferro, riconoscendo l'insostenibile squilibrio modale. Se i programmi sono al primo posto e hanno valore di impegno programmatico l'alleanza sui programmi, almeno su questi temi, sembra possibile.

 

Programma PD

 

Programma M5S

 

Programma LeU

 

Programma Centrodestra

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La cura del Ferro 2

Ecco dove secondo me viene bene espresso il contesto socio-politico-culturale-mediatico nel quale si colloca la riapertura della Roma-Giardinetti.

Lo stesso Presidente della Regione Lazio ammette che "grazie" all'A24 migliaia di autovetture entrano quotidianamente a Roma. Sono i "pendolari" residenti nei vari comuni a Est di Roma e dell'Abruzzo. Peccato che con l'occasione nessun cenno venga fatto alla ferrovia fantasma che scorre quasi parallela alla Strada dei Parchi.

Giustamente viene osservato che per quelle migliaia di pendolari è preferibile utilizzare la propria auto sull'autostrada anziché produrre un inquinamento ben maggiore percorrendo la consolare Tiburtina. Utilizzare l'auto per raggiungere la più vicina stazione ferroviaria sembra un concetto totalmente alieno, fuori tema, non è certo questo il momento di trattare l'integrazione ferro-gomma.

L'ecologia, la mobilità sostenibile a 360 gradi è pura utopia, attende un altro turno.

Non sono solo i nostri territori ad aver bisogno di una Cura del Ferro! 

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Meglio il TP

Fra i tanti validi motivi che ci consigliano l'utilizzo del TP in occasione dei nostri viaggi, eccone alcuni tratti dalla recente cronaca:

Da LA STAMPA

Quando riusciremo ad abbandonare i combustibili fossili?

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