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Ecologia - società - territorio - mobilità


Scienza:

GLI UOMINI POTREBBERO ESSERE TRA LE PRIME VITTIME

LA TERRA COMINCIA LA SESTA FASE DI ESTINZIONE DI MASSA. E LA COLPA È NOSTRA

Lo rivela un articolo pubblicato su Science Advances, che cita una ricerca della Duke University pubblicata nel 2014. Gli esseri umani sarebbero la causa della loro stessa fine"

Questa notizia insieme all'enciclica "Laudato si" sono cadute come una lieve pioggerellina, subito dimenticate dalla politica, dai cittadini e dai media. Sulle news di Google non sono più in evidenza. Il mondo e noi tutti abbiamo fretta di dimenticare e in Italia ci consoliamo, ripetendo il mantra che possiamo uscire dalla crisi riprendendo i consumi e riavviando l'economia grazie all'occasione favorevole del prezzo del petrolio.

Noi più fossili del petrolio!

NOTA:  nei commenti il campo richiesto del nome può essere compilato con                   "Anonimo" o nome inventato

FROSINONE

Frosinone è una città laziale di 493.605 abitanti che si fregia di "invidiabili" primati quali: uno dei più alti tassi di motorizzazione in Europa e, come riportato nei rapporti Mal'Aria di Città di Legambiente, di aver superato per ben 115 volte/giorni nel 2015 e per 89 giorni nel 2016 i valori limite stabiliti per il PM10, confermandosi la città peggiore d'Italia per inquinamento atmosferico nel 2015 e la seconda città peggiore d'Italia nel 2016 (notare bene come la centralina di rilevamento sia sempre quella di Frosinone scalo!).

 

Cosa fa allora il comune di Frosinone per fronteggiare responsabilmente la situazione e invertire la direzione di marcia?

 

Leggetevi quanto riportato su una pagina del sito Visitare il Lazio (con il solo trasporto pubblico), accessibile a questo link, per renderVi conto del livello e della qualità delle risposte che a questi problemi sa dare la pubblica amministrazione di una città laziale congiuntamente al consenso dei suoi cittadini. Risposte e soluzioni che con tutta evidenza traggono ispirazione dalla carta di Aalborg ed in linea con gli impegni presi negli accordi di Parigi tesi a contrastare i cambiamenti climatici.

Precisiamo che attualmente la distanza che separa la stazione ferroviaria (piazzale A. Kambo) dal Terminal bus (piazza Sandro Pertini) è di circa 500 metri, mentre prima del 1/02/16 era di zero metri, un innegabile progresso in favore di un sistema integrato di trasporto pubblico!

 

Ridurre il livello di integrazione ferro-gomma anziché aumentarlo, mortificare il trasporto pubblico rendendolo più disagevole agli utenti, sono provvedimenti utili a ridurre l'inquinamento atmosferico e le emissioni di gas serra?

 

Utili a rendere le città più vivibili e sostenibili?

 

Per il comune di Frosinone sembra evidentemente di si.

 

Anziché affrontare le cause della malattia si preferisce rimuoverne o nasconderne i sintomi.

 

Quanto è diffuso questo bastardo atteggiamento in Italia?

 

Ecco come la stampa trattò lo spostamento del terminal Cotral: cliccare qui.

 

Provate sul motore di ricerca di Google a digitare queste parole chiave: "scambio treno bus stazione ferroviaria di ... " dove in sostituzione dei puntini digitate alternativamente "Frosinone" e "Bolzano", due città italiane pressoché equivalenti nel numero di abitanti, per confrontarne i risultati. Nel caso di Bolzano esce fuori addirittura la liberazione dalle auto in Alto Adige!

 

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Domande che attendono risposte

Ripubblico qui un posto pubblicato il 5/4/17 sulla mia pagina Facebook di Turismo senza Auto integrandolo con alcune domande e osservazioni aggiuntive.

 

Quali forze politiche sono in grado di rimodulare i desideri che alimentano il mercato, la produzione, il consumo, gli stili di vita, i valori, in chiave di sostenibilità e di futuro per il genere umano?

Facciamo un semplice concreto esempio tratto dai temi al centro dell'attenzione di questo sito:

Si possono costruire, creando anche lavoro, più autostrade e più automobili facendo arrivare anche il petrolio con gli oleodotti, ma si possono invece costruire più ferrovie, più treni e bus, più tranvie insieme a un sistema integrato di trasporto collettivo tecnologicamente avanzato nel quale i minimi tempi di attesa e l'elevata efficienza compenserebbero ampiamente i tempi persi nel traffico, nell'inquinamento e nell'illusoria libertà e comodità della modalità privata.

I due modelli sono dichiaratamente alternativi sul piano della sostenibilità come anche nei valori simbolici di riferimento che li alimentano: pensiamo allo status symbol rappresentato dall'automobile da una parte o alla vivibilità, alla salute e alla sicurezza sostenute dall'altra parte. Il mondo dell'impresa piccola, media o grande può appartenere sia all'uno che all'altro modello.

E qui viene il punto. Ieri Di Battista a DiMartedi ha elencato i punti centrali del programma del M5S:

1. legge anticorruzione

2. reddito di cittadinanza

3. legge sul conflitto di interessi

4. misure per piccole e medie imprese

5. misure straordinarie per il dissesto idrogeologico

Tutti condivisibili e sacrosanti ma su quale scenario viene collocato il sostegno alle imprese? Su quale modello?

Non è una scelta di poco conto, la mobilità nella sua attuale configurazione pesa per circa un terzo del contributo antropico all'effetto serra e all'inquinamento atmosferico, inoltre ha un peso economico e finanziario enorme, entra a far parte dei desideri e bisogni indotti, degli stili di vita, dei valori sociali, basti pensare alla frequenza con la quale veniamo bersagliati dalla pubblicità delle auto. Ricordiamoci poi alla fine che il PIL non misura la qualità della vita.

Mi piacerebbe che il M5S, che resta una delle speranze per l'Italia, fosse più chiaro su questo punto.

 

Perché indebitarsi con le banche per pagare Marchionne e sostenere spese di manutenzione e assicurative che complessivamente e mediamente sono state calcolate pari a 3.200 € l'anno?

Perché acquistare un auto e sostenere un insostenibile modello di mobilità quando con le attuali tecnologie è possibile realizzare un modello alternativo? Ovvero un trasporto pubblico integrato anche con auto elettriche a guida automatica che a richiesta ci potrebbero arrivare sotto casa o in qualsiasi altro punto? Passando così dalla proprietà dell'auto al suo uso con costi sostenuti dallo stato in casi di riconosciute invalidità, altrimenti pagando abbonamenti ad un servizio pubblico con costi crescenti proporzionali ai chilometraggi effettuati. Il parco auto e la massa circolante di vetture si ridurrebbero drasticamente con benefici per l'ambiente, la salute, la sicurezza e la mobilità stessa con riduzione dei tempi di percorrenza e dei costi sociali e individuali.

In molti casi le più sostenibili ferrovie potrebbero sostituire auto ed autostrade lasciando al servizio pubblico di bus e auto elettriche il complementare ruolo di integrazione e scambio con le ferrovie in ambito locale e regionale.

Naturalmente un modello alternativo di mobilità così rivoluzionario non si può imporre per legge ma deve essere il frutto di scelte e convincimenti in un percorso condiviso. Diceva Langer che una società sostenibile non sarà realizzabile se non sarà anche socialmente desiderabile, ma qui torniamo alla mia domanda iniziale: Chi sarà in grado di rimodulare i desideri della società e come rimodularli?

Chiedo una riflessione su questi punti di carattere tecnico, economico e politico rivolta soprattutto al M5S.

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FROSINONE

Frosinone è una città laziale di 493.605 abitanti che si fregia di "invidiabili" primati quali: uno dei più alti tassi di motorizzazione in Europa e, come riportato nei rapporti Mal'Aria di Città di Legambiente, di aver superato per ben 115 volte/giorni nel 2015 e per 89 giorni nel 2016 i valori limite stabiliti per il PM10, confermandosi la città peggiore d'Italia per inquinamento atmosferico nel 2015 e la seconda città peggiore d'Italia nel 2016 (notare bene come la centralina di rilevamento sia sempre quella di Frosinone scalo!).

 

Cosa fa allora il comune di Frosinone per fronteggiare responsabilmente la situazione e invertire la direzione di marcia?

 

Leggetevi quanto riportato su una pagina del sito Visitare il Lazio (con il solo trasporto pubblico), accessibile a questo link, per renderVi conto del livello e della qualità delle risposte che a questi problemi sa dare la pubblica amministrazione di una città laziale congiuntamente al consenso dei suoi cittadini. Risposte e soluzioni che con tutta evidenza traggono ispirazione dalla carta di Aalborg ed in linea con gli impegni presi negli accordi di Parigi tesi a contrastare i cambiamenti climatici.

Precisiamo che attualmente la distanza che separa la stazione ferroviaria (piazzale A. Kambo) dal Terminal bus (piazza Sandro Pertini) è di circa 500 metri, mentre prima del 1/02/16 era di zero metri, un innegabile progresso in favore di un sistema integrato di trasporto pubblico!

 

Ridurre il livello di integrazione ferro-gomma anziché aumentarlo, mortificare il trasporto pubblico rendendolo più disagevole agli utenti, sono provvedimenti utili a ridurre l'inquinamento atmosferico e le emissioni di gas serra?

 

Utili a rendere le città più vivibili e sostenibili?

 

Per il comune di Frosinone sembra evidentemente di si.

 

Anziché affrontare le cause della malattia si preferisce rimuoverne o nasconderne i sintomi.

 

Quanto è diffuso questo bastardo atteggiamento in Italia?

 

Ecco come la stampa trattò lo spostamento del terminal Cotral: cliccare qui.

 

Provate sul motore di ricerca di Google a digitare queste parole chiave: "scambio treno bus stazione ferroviaria di ... " dove in sostituzione dei puntini digitate alternativamente "Frosinone" e "Bolzano", due città italiane pressoché equivalenti nel numero di abitanti, per confrontarne i risultati. Nel caso di Bolzano esce fuori addirittura la liberazione dalle auto in Alto Adige!

 

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Un modello alternativo di Mobilità aperto a discussioni e modifiche

TsA propone un modello di mobilità alternativo all'attuale, basato essenzialmente sul trasporto pubblico, ma integrato anche da auto elettriche a guida automatica, passando dal concetto di proprietà a quello dell'uso dell'auto quando necessario. Un modello all'altezza dell'attuale sviluppo scientifico e tecnologico per dare un futuro sia alla Terra che alla stessa mobilità.

 

LE FINALITÀ

 

1

Ridurre di un terzo il contributo antropico all'effetto serra responsabile del riscaldamento e dei cambiamenti climatici del pianeta. Sommando infatti i gas serra del settore trasporti nella parte relativa alla mobilità privata e trasporto merci su gomma con quella dell'industria produttrice di auto si supera abbondantemente la quota di un terzo delle emissioni antropiche totali. 

2

Ridurre l'elevato numero di decessi e di malattie respiratorie nelle aree urbane esposte all'inquinamento atmosferico causato dal traffico veicolare.

3

Determinare nella società una diversa scala di valori legata alla salute, sostenibilità e qualità della vita, piuttosto che all'automobile e alla sua rappresentazione di status symbol.

4

Rimodulare alcuni desideri, associati ai valori dominanti, che sono alla base degli attuali modelli di produzione e consumo, nell'assunto che alcuni stili di vita dovranno essere necessariamente rivisti essendone la conclamata causa del riscaldamento globale e dell'inquinamento in tutte le sue forme.

5

Il modello alternativo dovrà essere in grado di proporsi, oltre che fattibile e desiderabile (ricordando Langer), anche come valore universale di civiltà, condivisibile in tutte le culture e come base di dialogo per una cultura unificante e universale della sostenibilità. Insomma, riassumendo, un modello di mobilità per dare un futuro sia alla Terra che alla mobilità stessa.

 

 

 

IL MODELLO

 

Realizzazione di un diffuso modello di mobilità sia in ambito urbano che extraurbano e regionale, basato soprattutto sul ferro declinato in tutte le sue forme: ferrovie, tranvie, funicolari, funivie.

I luoghi non raggiunti direttamente dal ferro saranno integrati da un trasporto pubblico su gomma che prevederà oltre il classico bus o filobus anche auto elettriche a guida automatica su chiamata. Tale servizio potrà essere offerto a costi ridotti o gratuito a chi in condizioni di riconosciuta invalidità, altrimenti in forma di abbonamento ad un servizio con costi proporzionali ai chilometraggi effettuati e al tempo di utilizzo. Tale servizio per il quale, a garanzia di sicurezza si dovrà essere registrati e autorizzati, potrà modularsi con diversi gradi di diritto e priorità nella chiamata.

Dalla proprietà si passerà quindi all'uso riducendolo tendenzialmente a quando e quanto necessario.

Le principali obiezioni previste avranno come argomenti principali:

la Privacy, la Libertà, le professioni e i liberi professionisti, Agenti di commercio, Artigiani, Medici, Infermieri ...

Alcune di queste categorie comunque potranno avere concessioni di abbonamenti più estensivi con priorità delle chiamate e con costi sostenuti in parte dallo stato, ma anche in diversi casi mantenere la proprietà di furgoni o altri mezzi legati alla propria attività.

I costi sociali e individuali complessivi, considerando anche le esternalità, saranno sicuramente minori dell'attuale modello basato sulla proprietà, con un parco auto che andrà a ridursi in quanto in funzione del solo utilizzo.

Una delle ipotesi è che si potrebbero acquistare pacchetti di chilometraggi da 1000 a suoi multipli con costi proporzionalmente crescenti sui quali riconoscere sconti con criteri da stabilire e dove ognuno avrà la sua carta chip con il proprio contatore di chilometri effettuati.

 

Il punto di equilibrio ottimale si raggiungerà quando il sistema avrà un costo per il cittadino pressoché equivalente all'attuale a parità di percorrenza media stimata attualmente intorno a 11.000 km/anno, ma proporzionalmente decrescenti o crescenti se al di sotto o al di sopra della media, incentivando quindi un minor uso dell'auto e dissuadendone usi eccessivi.

 

In quale misura ritenete che un tale modello, al di là della necessaria volontà politica e dell'altrettanto necessario consenso, o per dirla con Langer, della necessaria desiderabilità sociale, sia però anche tecnicamente realizzabile?

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L'integrazione ferro-gomma

TsA (Turismosenzauto) fa notare a Trenitalia che a fronte del pubblicizzato miglioramento della relazione Roma-Avezzano-Pescara (una delle ferrovie più lente d'Italia nella regione più verde d'Europa) permangono alcune vistose incongruenze nell'integrazione ferro-gomma costituente uno dei qualificanti obiettivi proposti. Per esempio il treno 3224 in partenza da Roma Termini alle 14,30 non garantisce in caso di ritardo lo scambio col bus ad Avezzano delle 16,15 per Pescasseroli o Villetta Barrea, prestigiose mete turistiche del Parco Nazionale d'Abruzzo. Il venerdi capita paradossalmente che il suddetto bus tarda nella partenza da Avezzano anche per più di mezz'ora perché in attesa di quello proveniente da Roma in ritardo per motivi dovuti al traffico veicolare.

 

Se fosse garantito lo scambio ferro-gomma ad Avezzano i viaggiatori che da Roma sono diretti verso Pescasseroli o Castel di Sangro preferirebbero, nel tratto Roma-Avezzano, il più comodo ed ecologico treno.

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L'insostenibile sostenibilità

Questi due articoli tratti dal WEB mi hanno fatto riflettere sui molti problemi di sostenibilità che noi umani ci troviamo di fronte e che non possiamo eludere o nasconderci.

http://ugobardi.blogspot.it/2016/10/come-ridurre-i-consumi-energetici-e.html

http://www.vvox.it/2016/12/04/clima-nemico-vero-non-e-trump/

 

Come uscire da queste contraddizioni?

Cosa devono fare cittadini e politica insieme ed in modo condiviso?

Cosa fare concretamente a partire dalle città che dovrebbero essere il primo laboratorio di civiltà e sostenibilità?

Partendo da città come Aleppo la strada sembra lunghissima, ma da lì il 25 dicembre è partito un bellissimo segnale: la messa di Natale celebrata con la partecipazione di alcuni musulmani.

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Il futuro dei bambini

Il futuro sostenibile non dipende solo dallo sviluppo sostenibile, dalla salubrità dell'acqua e dell'aria o dalla green economy ma anche dall'amore che riversiamo verso i bambini, dalla salute, educazione e istruzione che siamo in grado di offrirgli.

Un bambino con un ghigno espresso sul volto e con un mitra in mano non assicura nessun futuro all'umanità ed è quanto di più lontano possa esserci dalla vita e dalla bellezza del mondo.

Quel bambino non amato e rispettato lo abbiamo già ucciso nell'anima e nella psiche, non farà più parte della bellezza del mondo e neanche potrà più vederla al suo orizzonte. Quel bambino fa parte dei peggiori crimini che pesano insieme alle guerre sulla coscienza dell'umanità.

Ogni riferimento alla "Paranza dei bambini", a "Robinù", ai bambini arruolati dai jihadisti, a tutti quelli abusati, usati, sfruttati, non amati e rispettati è lecito.

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