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L'irraggiungibilità di Castel Gandolfo

Come emblema della disattesa integrazione modale e tariffaria a fronte dei tanti decennali proclami sul trasporto pubblico e sulla valorizzazione delle nostre risorse turistiche.

Le nostre miserevoli insostenibili contraddizioni tra decenni di proclami, parole e i desolanti risultati.

RomaToday 2013

 

Da allora nulla è cambiato nonostante i mille proclami sulla mobilità sostenibile, la cura del ferro, l'integrazione modale e tariffaria.

Negli anni 60 vi era anche una funivia che collegava viale Bruno Buozzi con le sponde del lago. ovviamente poi opportunamente smantellata.

Insomma in Italia tutte le infrastrutture che potevano prefigurare uno sviluppo della mobilità alternativo all'auto vengono "sapientemente" smantellate come anche le famose tranvie dei castelli e sempre nel Lazio la ferrovia Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone che anziché migliorarla e ammodernarla si preferisce toglierla di mezzo. Meglio aumentare l'invivibilità delle città, la massa degli invalidi e delle vittime stradali! Ci guadagnano tutti: assicurazioni, pompe funebri, fisioterapisti, meccanici, elettrauti, carrozzieri, autoricambi, autolavaggi, benzinai, automotive...

i bla bla bla

 

 

Ci sono i moderni treni Jazz, è vero, ma la musica del trasporto pubblico nel suo insieme è un "De Profundis"!

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